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Nicola Rossi, 26 anni, di San Mauro Pascoli, candidato per Forza Italia nel collegio di Forlì-Cesena alle elezioni regionali in Emilia-Romagna che si terranno il 26 gennaio.

Nicola Rossi, come è nata la sua idea di candidarsi alle Regionali?

“Nelle elezioni Comunali del 2019 sono stato candidato sindaco per San Mauro Pascoli, è stata l’occasione per riscoprire la passione per la causa comune e per la politica. Mi sono reso soprattutto conto che per tanti temi toccati dall’amministrazione locale, è in realtà la Regione la vera piattaforma su cui lavorare per ottenere dei risultati importanti. Da qui la scelta di scendere in campo”.

Quali sono, appunto, i principali temi da affrontare in Emilia-Romagna secondo lei?

“Ovviamente di competenza regionale, quindi sanità, ambiente e urbanistica. Un altro aspetto importante, a mio avviso, è l’educazione: tenendo chiaramente conto dell’influenza ministeriale, è uno dei temi cardine della mia proposta programmatica”.

Ecco, ha anticipato la domanda: come sta organizzando la sua campagna elettorale?

“Innanzitutto, ascoltando i cittadini. Credo di essere stato uno dei candidati più presenti sul territorio per interagire con i cittadini. Qualsiasi incarico deve passare dal confronto con le persone, credo fermamente che debba essere un must per la politica. La mia campagna si associa chiaramente a quella di Forza Italia, c’è però una priorità, come già accennato in precedenza, che mi sta particolarmente a cuore: il tema dell’occupazione giovanile. Sono convinto che ci sia una carenza nell’orientamento lungo il percorso scolastico, servirebbero delle vere e proprie sessioni di incontri tra gli studenti e il mondo del lavoro per indirizzare il giusto percorso da seguire. Perché altrimenti si rischia che i giovani non producano valore o che, viceversa, decidano di lasciare l’Italia non trovando uno sbocco lavorativo, rappresentando una risorsa incredibile persa”.

Qual è lo slogan della sua campagna elettorale?

“E’ molto semplice: ‘Stavolta Ai Sèm’. Ci siamo per due motivi. Innanzitutto, perché per la prima volta il centrodestra concorre veramente per vincere in Emilia-Romagna. Inoltre, queste elezioni hanno un valore significativo per la nostra storia, per il nostro paese. Da emiliano-romagnoli siamo ovviamente italiani e al momento siamo rappresentati da un Governo che teme le elezioni e che per non indirle ha deciso di scendere ai peggiori compromessi”.

Secondo lei, il prossimo 26 gennaio, il centrodestra potrà vincere in Emilia-Romagna?

“Ne sono proprio convinto. Ho avuto modo di tastarlo nelle piazze in cui sono stato: il cittadino ha tanta voglia di cambiare. La sinistra ha usato una retorica arrogante, pomposa nel governare la Regione, la considera come un proprio possedimento feudale. Sono convinto che tutto l’insieme dei fattori nazionali e regionali abbia portato ad una presa di coscienza da parte della gente”.

Nel caso in cui il centrodestra vincerà in Emilia-Romagna, secondo lei seguirà un terremoto anche a livello nazionale?

“Sarebbe inevitabile. L’Emilia-Romagna è elemento cardine, è la regione per antonomasia del centrosinistra. Non credo che il Pd possa sentirsi designato di continuare a governare in Italia se i cittadini scegliessero di mandarlo a casa nel proprio feudo. A quel punto, sarebbe corretto da parte del Capo dello Stato sciogliere le Camere e indire nuove elezioni”.

Perché a suo avviso gli elettori emiliano-romagnoli dovrebbero votare Lucia Borgonzoni?

“Perché è un candidato preparato, nonostante le tantissime brutture che ha ricevuto e alle quali ha sempre risposto con stile ed eleganza. In aggiunta, perché è sostenuta da una coalizione che copre l’intero territorio e che vuole dare lavoro e sicurezza a tutti gli emiliani e soprattutto a tutti i romagnoli che da troppo tempo sono trascurati. Il livello delle infrastrutture lo dimostra”.

Gianluca Mariotti