Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

Dalle strutture nei vari territori si apprende che, sono in esaurimento in diverse regioni le dosi a disposizione dei vari ospedali per le prime somministrazioni del vaccino Pfizer e, per i richiami già programmati, attualmente si utilizza la riserva del 30%. La Pfizer-BioNTech hanno fatto sapere che le consegne di vaccini rallenteranno a fine gennaio-inizio febbraio in Europa e che dietro le «fluttuazioni» nel rifornimento c’è la necessità di ristrutturare l’impianto di Puurs in Belgio per aumentare il ritmo produttivo. Pfizer-BioNTech hanno annunciato «un piano» che «permetterà di aumentare la capacità di produzione in Europa e di fornire molte più dosi nel secondo trimestre» e che «torneremo al calendario iniziale di distribuzione all’Ue a partire dalla settimana del 25 gennaio, con un aumento delle consegne dalla settimana del 15 febbraio. Per farlo, alcune modifiche al processo di produzione sono ormai necessarie».Tra il 18 e il 25 gennaio, dunque, l’azienda consegnerà all’Italia 397.800 dosi invece delle 562.770 previste(il 29 per cento di fiale di vaccino in meno rispetto alla pianificazione). Intanto, il Governo italiano avrebbe deciso  di attivare l’Avvocatura Generale dello Stato per valutare i diversi profili di responsabilità della casa farmaceutica Pfizer in caso di inadempienza e le possibili azioni da intraprendere  a causa dei ritardi nelle consegne e del taglio delle dosi annunciato nei giorni scorsi. Preoccupanti sono le notizie che arrivano anche da AstraZeneca, azienda farmaceutica britannica, il cui vaccino è in attesa di essere presto distribuito nell’Unione Europea. Difatti, AstraZeneca avrebbe avanzato la circostanza, da quanto si apprende dai mezzi stampa, di una riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre e ciò comporterebbe  per l’Italia consegne pari a 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni. Sempre da notizie stampa si apprende che, la ministra francese per l’industria Agnes Pannier-Runacher  avrebbe affermato che Sanofi, la più grande azienda farmaceutica francese, potrebbe produrre in sub-appalto i vaccini Covid-19  sviluppati all’estero della BioNTech, che collabora con Pfizer, e Janssen, di proprietà di Johnson e Johnson,  e allo stesso modo anche l’impianto di produzione di prodotti farmaceutici di Recipharm in Francia, in qualità di sub-appaltatore, dovrebbe produrre il vaccino sviluppato da Moderna a partire dalla fine di febbraio o all’inizio di marzo.  Alla luce di quanto sopra esposto e, considerato il continuo acuirsi dell’emergenza sanitaria che sarebbe ulteriormente aggravata dall’insufficiente approvvigionamento dei vaccini Covid-19, sarebbe opportuno conoscere quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare il Ministero della Salute, sia d’urgenza, sia sul piano della programmazione, in merito alla concreta possibilità di un coinvolgimento diretto delle case farmaceutiche italiane nella produzione in sub-appalto dei vaccini Covid-19 sviluppati all’estero, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini italiani nel ricevere le dosi nei modi e nei tempi stabiliti.

Ciro Francesco Miale