Nazione Futura ha avuto il piacere di intervistare l’On. Giovanni Donzelli, Responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia. Marco Mestriner e David Mazzerelli hanno discusso assieme all’On. Donzelli di ristori, restrizioni, immigrazione, vaccini, del ruolo dell’Unione Europea e tanto altro.
Di seguito riproponiamo alcuni punti salienti dell’intervista.
È passato un anno dalla potenza di fuoco di Conte, che fine hanno fatto tutti i miliardi stanziati?
Non si sono viste nemmeno le scintille della potenza di fuoco. Grandi annunci ma poi non è arrivato niente. I soldi in realtà sono stati stanziati, pochi rispetto a quello che l’emergenza prevedeva, il problema vero è che ne sono stati sprecati moltissimi. Si è continuato a spendere soldi per il reddito di cittadinanza, per la lotta al contante, per il bonus monopattino, per i banchi a rotelle, mentre agli imprenditori, a chi ha un piccolo negozio, a chi ha una piccola impresa, non è arrivato nulla.
Questo crea ulteriore distacco tra Istituzioni e mondo produttivo che rischia di incrinare ulteriormente la fiducia nello Stato di chi produce e questo può avere delle conseguenze devastanti nei prossimi decenni.
L’idea di Draghi in Parlamento è un commissariamento dell’Europa perché non si fidava di dare da gestire tutti quei soldi a Conte e Casalino?
Purtroppo è una debolezza della politica parlamentare, più intenta alla sopravvivenza che alla progettazione. L’importante era non andare alle elezioni, da questo nasce il Governo Draghi. Tutti avevano detto o Conte o elezioni, fallito Conte loro non potevano andare a elezioni. Loro scherzavano quando parlavano di elezioni, gli unici seri eravamo noi. A quel punto hanno dovuto prendere un nome che fosse importantissimo, quindi hanno messo Draghi. Poi che qualcuno abbia anche lavorato perché Draghi potesse rassicurare certi ambienti è più che possibile.
Quindi possiamo dire che non c’è stata discontinuità con il precedente Governo?
No, perché nel momento in cui ti ritrovi lo stesso Ministro della Sanità in piena crisi sanitaria, lo stesso Ministro degli Interni, lo stesso Ministro degli Esteri, quale discontinuità puoi avere? Oggettivamente cosa puoi fare quando i capisaldi del Governo sono gli stessi?
Possiamo dire che Fratelli d’Italia porti avanti battaglie produttiviste e pro libero mercato?
Il mondo del produttivismo sì, senza ombra di dubbio. Nulla contro il libero mercato ma crediamo nel ruolo dello Stato. Uno Stato giusto che non deve essere opprimente nei confronti dell’economia ma che difenda gli interessi nazionali. In un’epoca di globalizzazione si riesce a stare sul libero mercato se si fa i sindacalisti del mondo produttivo del proprio Paese. Il Governo deve difendere soprattutto l’aspetto della qualità a livello internazionale.
Nel primo trimestre 2021 gli sbarchi in Italia sono triplicati in piena pandemia, si possono chiudere 60 milioni di italiani in casa ma non i confini.
Non solo ma tutte le nuove varianti arrivano da stati esteri. Quindi noi chiudiamo gli italiani perché ci sono le varianti arrivate anche con gli immigrati. Una follia. In tutto questo leggo protocolli e comunicati del ministero dove si vantano che a Pasquetta hanno fatto le multe a chi prendeva la tintarella. Però non vengono difesi né i confini né i centri di accoglienza, nei centri di accoglienza ad esempio non c’è certezza né garanzia che siano rispettate le regole della quarantena, anzi i positivi e contagiati escono liberamente. I centri di accoglienza possono essere delle bombe per la diffusione del virus.
Oltre alla pericolosità ovviamente c’è il tema dell’ingiustizia, i nostri figli non possono vedere i nonni in un’altra regione o un negoziante non può aprire mentre altre persone possono entrare liberamente in Italia dall’altra parte del mondo, questo fa arrabbiare gli italiani.
Usa, UK, Israele e altri Paesi hanno lavorato molto bene sul fronte dei vaccini e stanno dando delle scadenze per le riaperture molto precise, l’unica è stata l’Unione Europea che non è gestita da leader ma da burocrati.
È esattamente così. Quando chi decide non deve rispondere agli elettori, porta come conseguenza che le scelte siano fatte su altri criteri. Dipende sempre chi è il datore di lavoro, se il datore di lavoro sono le multinazionali del farmaco o le banche rispetto al popolo, è ovvio che le scelte non saranno fatte per accontentare il popolo ma per accontentare chi sono i tuoi datori di lavoro. Questo è il motivo perché noi vogliamo un Governo che sia espressione della volontà popolare, perché ciascun Governo fa gli interessi di chi ce l’ha messo. Il modo migliore per far funzionare l’Europa è che sia governata da chi deve rispondere al popolo.