Abbonati alla rivista

Salta al contenuto principale

Nazione Futura Rivista

La cabina di regia, presieduta dal premier Draghi, ha varato un nuovo e (presumibilmente) definitivo cronoprogramma che gradualmente, forse troppo, libererà la voglia di vivere degli italiani. Certo, in un governo di unità nazionale il premier si trova a dover fare da equilibrista tra anime opposte: un centrodestra aperturista e fiducioso degli italiani, targato Lega e Forza Italia, che chiedeva maggior coraggio al Premier, come dice Salvini oggi all’intervista per Libero, soprattutto riguardo al coprifuoco, che si sperava presto abolito, e un centro sinistra chiusurista con l’attenzione rivolta a Zan e Ius Soli invece che al lavoro e alla libertà degli italiani, in un’imbarazzante difficoltà ad appoggiare le aperture anticipate volute dal Premier, come quella delle palestre, che apriranno dal 24 maggio anziché dal 1 giugno. 

Appunto il coprifuoco è il tema che fa più discutere e anche quello che divide maggiormente (solo) i partiti, non gli italiani. Uno dei rischi maggiori di mantenere i lucchetti serali, come ricordava ieri Francesco Giubilei, presidente di Nazione Futura, è quello di allontanare i turisti dalle nostre coste e dalle nostre bellezze, che potranno essere preferite dalle spiagge greche (già attive) e spagnole (dove il coprifuoco è stato tolto). 

Un aspetto decisamente positivo è la riduzione dei parametri coi quali si decidono i colori delle regioni, da 21 a 12, come richiesto dalle Regioni e dai Comuni, ma soprattutto la sostituzione dell’Rt come guida per i colori con   un nuovo fattore, quale l’ospedalizzazione, in terapia intensiva e in area medica. 

Fa imbestialire però la non attenzione ai tanti ristoranti e bar che non hanno spazio all’aperto dove far sedere i propri clienti. Solamente dal 1 giugno questi potranno tornare a lavorare, sperando che si possa anticipare l’apertura almeno di una settimana, come fatto con le palestre. 

Dal 22 maggio torneranno a lavorare circa 300 mila persone, cioè il comparto dei centri commerciali, delle gallerie e dei mercati. Anche il settore del wedding tornerà alla normalità, anche se macchiata dalla necessità di presentare il cosiddetto “green pass” (doppia inoculazione o aver vinto il covid o tampone negativo) per partecipare, a partire dal 15 giugno. Altro grande problema però è costituito dalle aperture di piscine al chiuso, centri benessere, sale scommesse e bingo, centri ricreativi ed estivi (con un giovane su tre che ha subito disagi psicologici a causa del Covid sarebbero da aprire immediatamente) che apriranno unicamente dal 1 Luglio.

Un cabina di regia che sappiamo potrà rivedere le sue decisioni in ogni momento. Gli italiani vogliono tornare a vivere. Il Premier Draghi ora deve applicare il celebre “whatever it takes” non più per salvare l’euro, ma per salvare il portafoglio esclusivamente degli italiani.