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Greta Thunberg ha accusato i politici,  i “ leader” di essere inconcludenti, di non impegnarsi seriamente per salvaguardare l’ambiente. Oggi durante la manifestazione milanese del suo movimento ha ribadito il concetto con quella prosopopea che la giovinetta ha da tempo assunto, che ha lo scopo di celare l’assenza totale di argomenti, di proposte concrete.

Greta e i suoi gretini – la maggior parte dei quali sfrutta l’occasione per evitare qualche interrogazione di matematica – non hanno proposto nulla, snocciolano slogan come un distributore automatico, ma non propongono nulla. 

Il tema ambientale va affrontato con razionalità e lucidità politica e non certo con con frasi fatte e luoghi comuni stereotipizzati. Eppure tutti sembrano pendere dalle labbra di una brava venditrice di fumo, ma di nient’altro. Ascoltarla significa calarsi in un inebriante, quanto fastidioso turbinio di evanescenza, senza alcuna logicità.

Se fosse per lei torneremmo all’età della pietra, e di certo non gioveremmo all’ambiente. Le politiche “ verdi” devono fondarsi prima  di ogni cosa su una profonda sensibilità che deve essere condivisa dalla maggioranza degli individui, da un’azione dei governi indirizzata ad investire sulle tecnologie ed energie meno inquinanti come il nucleare, senza quell’inutile melassa utopica ed anche ipocrita di discorsi privi di senso e di concretezza politica. 

Gridare da un palco slogan è facile, non richiede alcuno sforza, semmai si fa uso di  una fervida immaginazione, ma nulla di più.

La politica benché afflitta da molti mali, spesso auto indotti e priva di quella fiducia che dovrebbe avere è un’arte difficile, quella di far coincidere realismo e idealismo, di trovare il sentiero giusto da solcare. 

Poi rimane sempre quell’interrogativo che ci attanaglia, e visti i dati recenti sulle emissioni e in generale sull’inquinamento atmosferico che non è certo attribuibile all’occidente: perché Greta non si imbarca verso la Cina, e va a spiegare al governo di Pechino le sue ricette per salvaguardare l’ambiente? Al prossimo congresso del Partito Comunista potrà intrattenere i commissari del popolo e accusarli di “Bla Bla Bla” e non credo che avranno le stesse reazioni composte di Cingolani e Sala. 

Ma del resto cosa importa a Greta dell’ambiente ? Niente, si probabilmente vivrà anche nel privato un’esistenza ecosostenibile, mangerà solo verdure dell’orto, mungerà ogni mattina la sua mucca da balcone per avere il latte fresco – come quello della Lola – che probabilmente si chiamerà Brunilde, prenderà solo treni e barche a vela, rigorosamente con miliardari al timone, ma per il resto il suo è solo un  “ Bla Bla Bla “ per restare sulla cresta dell’onda.