Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

di Alessio Moroni

“L’Italia in scena” è il nuovo libro pubblicato dall’On. Federico Mollicone, Responsabile Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia e componente della VII Commissione (Cultura, Scienza, Istruzione) e della Vigilanza RAI presso la Camera dei Deputati, organo nel quale è stato eletto alle scorse elezioni del 4 marzo 2018. 

Il suo libro – edito da Pagine – riprende una struttura consolidata negli Stati Uniti e al momento inesistente in Italia: fornire ai lettori, agli elettori e ai semplici curiosi un rapporto di metà mandato su ciò che è stato fatto, su ciò che dovrà essere completato e sui cambiamenti sociali, civili e politici, avvenuti nel corso dei due anni e mezzo di mandato rappresentativo. Proprio come raccontato dall’Onorevole nel corso delle presentazioni del volume, lo scopo non è individuale ma comunitario: non si tratta di un atto di mitomania volto a celebrare un malsano culto della personalità ma è doveroso verso gli italiani – indipendentemente dalla simpatia che questi possano provare verso di lui o verso Fratelli d’Italia – che hanno il diritto di conoscere ciò che viene espresso e compiuto all’interno di Montecitorio. Anche il racconto è corale – o per riutilizzare un’espressione che è fondamentale nel linguaggio conservatore e della destra – comunitaria. Lo è su tre livelli diversi che però – inevitabilmente – convergono verso un unico punto comune. 

Il primo è rivolto a rivendicare i traguardi di Fratelli d’Italia che dal 4,35% conquistato alle Elezioni Politiche del 4 marzo 2018 è progressivamente cresciuto, sino ad arrivare a rappresentare il principale partito della coalizione di centro-destra e ad avvicinarsi, nei sondaggi, a percentuali che mai erano stati raggiunti in passato. Un risultato in cui un ruolo enorme è da attribuire a Giorgia Meloni (sua la prefazione del libro), che da giovanissima ha avuto il coraggio – insieme a pochi altri coraggiosi (fra cui lo stesso Mollicone) di abbandonare la nave sicura del Popolo della Libertà per guidare una macchina che – nonostante fosse guidata da ottimi piloti, coerenti, tenaci e volenterosi – ma in una strada nella quale le condizioni non sembravano permettergli un lungo cammino. Un percorso che è stato reso agevole dai tantissimi politici che la hanno affiancata nel corso di questi anni, rappresentando un motore inesauribile, in grado di fornire al partito un carburante inesauribile e sempre più inarrestabile. Questo forte sentimento comunitario all’interno della realtà di Fratelli d’Italia è possibile grazie alla lunga militanza dei componenti: è proprio l’On. Mollicone a raccontare nell’intervista al Direttore AdnKronos Gian Marco Chiocchi (presente nel libro) le prime lotte giovanili, nelle quali le sue idee innovative venivano rese azione da un folto gruppo di militanti, composto da molti militanti che oggi rappresentano la classe politica del partito, su tutti proprio Giorgia Meloni, di cui l’autore del libro non manca di citare i primi passi all’interno del mondo della destra romana. 

Il secondo lato del comunitarismo è rappresentato dalla vita in Parlamento, della quale compare un affresco rappresentativo nel libro: attraverso la lettura di tutti i discorsi si intravedono le sfide quotidiane affrontate dall’Onorevole sugli scranni dell’aula. Nella Camera dei Deputati e nelle Commissioni si ritrova costantemente a confrontarsi, dibattere – e talvolta discutere animosamente – con i componenti di altri gruppi. Una lotta complicata per moltissimi ma che lo è ancor di più quando si è rappresentante dell’unica forza parlamentare all’opposizione, unicum nella lunga storia repubblicana italiana. Nonostante la consapevolezza di essere soli contro tutti, Mollicone – come tutta Fratelli d’Italia – non ha di certo abbassato le spalle – né tantomeno ha tradito i propri valori per avere una portata al tavolo dei vincitori – continuando a combattere per i temi della cultura, dello sport, dell’istruzione e del digitale.

Una forza che Mollicone riceve – come citato nel suo sito – dal futuro, dalla filosofia, dalla poesia e dall’odio per i pessimisti. Temi che non ha mai smesso di difendere e sui quali ha investito gran parte della sua vita, politica e non: oltre al lavoro culturale precedentemente citato all’interno del mondo giovanile della destra (basti pensare alla creazione della rivista satirica e culturale “Il Morbillo” o alla scenografia ideata per celebrare la caduta del Muro di Berlino), non si possono non menzionare i suoi impegni come Responsabile dell’immagine di Alleanza Nazionale fino al 2008; il ruolo di Presidente della Commissione Cultura, Sport, Politiche Giovanili, Toponomastica e Comunicazione di Roma Capitale dal 2008 al 2013;la realizzazione di tre circuiti culturali (Roma in Scena; Roma Segreta; lo sport nei Parchi) o le numerose rievocazioni storiche, su tutti il Carnevale Romano. Un impegno ininterrotto forgiato da una passione che è esplicitata dalla lunghezza e dalla complessità dei suoi interventi (su questo punto rimando volentieri alla lettura del libro, avrete un quadro chiarissimo della profondità con la quale l’Onorevole esprime i propri giudizi) e dal vigore con cui vive l’Aula e il suo mandato rappresentativo. 

Un impegno che ha dovuto adeguarsi all’ultimo lato comunitario di questo libro: il racconto della politica ai tempi della pandemia, che negli ultimi due anni ha stravolto le vite di tutti i cittadini e anche quella dei Deputati. Un elemento di rottura che ha cambiato anche i temi del dibattito parlamentare e che ha coinvolto l’On. Mollicone sin da subito: in “L’Italia in scena” sono riportate le sue lotte per far coesistere la lotta al virus con il mantenimento dei principi democratici. Importanti le sue battaglie contro le limitazioni delle libertà personali (come il coprifuoco) e l’invito alla maggioranza di investire in cure domiciliari e terapie precoci per evitare il riempirsi dei reparti d’ospedale e – in particolar modo – delle terapie intensive. Un periodo di profonda crisi che ha costretto milioni di italiani a lavorare a distanza, rievocando battaglie che Mollicone sta portando avanti da anni: l’esigenza di innovare lo Stato italiano che – come da lui affermato in una recente presentazione del libro «vive l’innovazione in ritardo, di almeno 20 anni alla volta». Un percorso di riforma tecnologica e digitale che può – e deve – correre di pari passo con le proprie radici tradizionali e che necessita di essere tutelato attraverso lo sviluppo di una sovranità digitale, che possa consentire all’Italia di modernizzarsi nella rete tutelando i propri interessi strategici, evitando interferenze esterne. 

Come mostrato all’interno di questa recensione sono moltissimi i temi affrontati nel corso di questi anni di attività parlamentare di Federico Mollicone ma quel che ne esce da questo libro è soprattutto la figura di un Uomo – prima che di un politico – realmente appassionato delle materie da lui dibattute. Alla conclusione della lettura ci si rende conto, infatti, che il sottotitolo «per costruire la Destra di governo» appartiene quasi ad un ricordo passato, forti dell’idea che attraverso questo importante lavoro quotidiano si sia arrivati ad avere – finalmente – una Destra in grado di guidare l’Italia.