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Apprendo di un messaggio devastante (tra gli altri) trasmesso dalla Manovra 2022. La proposta di un emendamento bipartisan per introdurre agevolazioni destinate a facilitare l’accesso ai servizi psicologici a chi non se li può permettere è stata bocciata 

Il cosiddetto Bonus Psicologo, in uno Stato in salute, dovrebbe essere previsto sempre, ma è evidente anche a un cieco che due anni di pandemia hanno creato voragini dove non c’erano e acuito le dimensioni di quelle che già c’erano nella mente delle persone. Di tutte le persone. 

Cosa prevedeva il bonus?

Un fondo da 150 euro (15 milioni complessivi) per persone maggiorenni a cui è stato diagnosticato un disturbo mentale e che non hanno avuto accesso ad altre agevolazioni in materia di salute mentale, senza limiti di reddito.

Un contributo più specifico da 35 milioni vincolato invece all’Isee: 1.600 euro con Isee fino a 15.000 euro, 800 euro con Isee compreso tra i 15.000 e i 50.000 euro, 400 euro per le persone con redditi compresi tra i 50.000 e i 90.000 euro.

I messaggi sottesi erano principalmente due: la tutela della salute mentale è un tabù solo in Paesi arretrati come il nostro e l’incentivo alla sua cura deve essere un diritto di tutti , ricchi, poveri, colti, analfabeti etc.; partendo dalla premessa che il Sistema Sanitario Nazionale al momento non è in grado di accogliere tutte le persone che hanno la necessità, È DOVEROSO favorire le persone che hanno la necessità di avere una consulenza privata ma che non possono permettersi la spesa. 

Una fetta residuale di popolazione? No, tutt’altro. Perché da recenti analisi era emerso che quasi il 30% degli italiani avrebbe il desiderio di avviare un discorso legato ad una consulenza di questo tipo ma non lo ha mai fatto per via di una barriera economica o sociale.

Il provvedimento, insomma, era utile, puntuale, unitario poiché frutto della collaborazione di tutti i partiti politici.

Risultato? No, grazie.

Beffa nella beffa: si parla di un fondo totale da 50 milioni, che la senatrice del PD Caterina Biti, prima firmataria, ha dovuto definire, con molto rammarico, “risorse cospicue”. 

In realtà, parliamo della metà di quanto stanziato per il bonus monopattino.

Poiché la tutela della salute mentale in Italia sembra davvero una battaglia persa, come Associazione Non Esistono Battaglie Perse nel 2022 ragioneremo eventi e iniziative per sensibilizzare più persone possibile sulla delicatezza del tema.