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Il Premier uscente, Antonio Costa, nonché leader del Partito Socialista (con un orribile pugno tipico comunista nel simbolo), si conferma alla guida del Portogallo in seguito all’elezioni tenutesi ieri. Il governo precedente, composto dai socialisti in coalizione al BE (Bloco de Esquerda, l’alleanza tra vari partiti di estrema sinistra) e al CDU (alleanza tra il Partito Comunista e il Partito Ecologista), cadde per il mancato appoggio del BE e del CDUall’approvazione della legge di bilancio per l’anno in corso. Come avviene nelle piene democrazie (non quella italica da quanto vediamo), in seguito alla caduta del governo il Presidente Marcelo Rebelo de Sousa ha convocato le elezioni che hanno ridato la maggioranza assoluta ai socialisti, che quindi non dovranno obbligatoriamente stringere alleanze per formare il governo. I sondaggi precedenti all’elezioni davano però il Partito socialdemocratico, che in Portogallo rappresenta il centrodestra, leggermente in vantaggio in seguito a una grande rimonta, che però non si è realizzata tramite i voti dei cittadini, dei quali quasi il 60% si è recato a votare. La formazione guidata dal leader dell’opposizione, Rui Rio, si è fermata a poco meno del 28%, a differenza del 41% (o poco più) guadagnato dal PS. 

Tre le sorprese: innanzitutto, il partito di destra più conservatrice Chega! (Basta!), guidato dal commentatore sportivo Andre Ventura, passa da 1 parlamentare a quasi sicuramente 12, guadagnando il 7%, così da divenire il terzo partito nel Paese; invece, chi non rispetta le aspettative sono le formazioni di sinistra, tant’è che il BE passa da essere la terza forza del Paese a essere la quinta forza, ottenendo circa il 4,46% dei voti, e il blocco di Verdi e comunisti ottiene il 4,39% dei voti divenendo la sesta forza del Paese. Inoltre, Iniciativa Liberal, partito di centrodestra di ispirazione liberale, è stato il quarto più votato grazie a un buon 4,9%. 

Ancor prima dello spoglio totale, quando ormai la vittoria dei socialisti era sotto agli occhi di tutti, il premier uscente Antonio Costa si è pronunciato così:”Maggioranza assoluta non è potere assoluto”. Speriamo che le parole vengano rispettate e che non prenda spunto dai classici regimi socialisti del ‘900.