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Che il vento nella destra spagnola fosse cambiato lo si percepiva da molto tempo,  negli ultimi anni le scelte politiche europee di Vox con l’ingresso nel gruppo dei Conservatori ( ECR)  hanno definitivamente abbattuto i picchi di propaganda delle sinistre sul pericolo estremista e franchista. Sopratutto perché cadono dinanzi all’evidenza della storia, in quanto Vox nasce da una scissione a destra dello stesso Pp, che dopo Aznar con Rajoy prima, e Casado poi ha inevitabilmente spostato il partito su posizioni cosi centriste da divorare un forza  realmente centrista come Ciudadanos, ma perdendo completamente l’elettorato tradizionalmente di destra. 

L’inizio della fine di Casado, segnato dall’ascesa di Isabel Diaz Ayuso che da sempre rappresenta l’ala conservatrice del Pp, ha portato una nuova ventata d’aria fresca e sopratutto una marcata opposizione all’ondata socialista di Pedro Sanchez detto “El Guapo” che con un partito popolare tenue e molle sotto la guida di Pablo Casado  si prospettava una permanenza sicura alla presidenza del governo e sopratutto un affermazione del PSOE nella maggioranza  delle comunità autonome, vista anche la chiusura netta di Casado alla possibilità di accordi con Vox di Santiago Abascal. 

Isabel Diaz Ayuso invece invertì la rotta già nella gestione pandemica, e poi nelle elezioni per la riconferma alla guida della Comunità Autonoma di Madrid dove nonostante la candidatura di un’altra donna in ascesa nella politica spagnola Rocio Monasterio di Vox, seppe  nel dopo vittoria costruire gli equilibri di una rapporto con Vox che si annunciava preludio di qualcosa di più, e che si celava  allora le  giuste ambizioni di leader forte e tenace. 

Adesso però quegli equilibri palpabili solo nelle alchimie, quei vedo e non vedo politici hanno trovato uno sbocco politico assolutamente impensabile solo poche settimane fa, Vox e Partido Popular hanno stretto un patto di coalizione per il governo della Castiglia y Léon. 

Alle elezioni regionali del 13 febbraio i risultati avevano parlato chiaro su quale fosse la volontà degli elettori castigliani: il Pp ottenendo il 31,4% e 31 seggi, non ha raggiunto la maggioranza assoluta, mentre Vox si è consolidata con un 17,6 % e 13 seggi. 

Il risultato dell’accordo vede Vox ottenere la Presidenza del Parlamento regionale, la Vicepresidenza della giunta e tre dei dieci assessorati, un bottino politico di tutto riguardo in una regione storicamente di destra, ma feudo incontrastato del Pp. 

Le reazioni stizzite del Primo Ministro Sanchez non si sono fatte attendere e mettono il luce la sua evidente paura che il chiaro allineamento fra i due partiti possa portare alle prossime elezioni una coalizione di destra con i numeri necessari per scalzarlo dalla guida  del governo, posto nel quale vista  la flebile opposizione di Casado si sentiva al sicuro. 

Ma si sa la politica cambia rapidamente, e l’ascesa della dirompente Diaz Ayuso ha scombinato non poco le carte in tavola in una destra spagnola in via di ricomposizione, e questo ci fa pensare di essere solo alla prima puntata di una serie che si fa avvincente e interessante per il futuro dell’Europa e sopratutto nella prospettiva di un blocco conservatore nel segno dell’ECR sempre più forte in asse con un PPE smarcato dai socialisti.