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Pubblichiamo il discorso del Presidente di Nazione Futura Francesco Giubilei pronunciato durante la National Conservatism Conference di Bruxelles.

Quando a febbraio 2020 la Edmund Burke foundation ha organizzato a Roma la National Conservatism conference, è stata un grande successo. Centinaia di persone da tutta Europa hanno partecipato, sono stati pubblicati decine di articoli nei quotidiani americani ed Europei ma non sono mancate le critiche e gli attacchi. 

Molti giornalisti di sinistra pensavano di arrivare in una conferenza piena di pericolosi fascisti, razzisti, antisemiti ma invece si sono resi conto che c’erano persone normali. Come oggi. E non solo persone normali ma anche eleganti, educate, colte perché per noi conservatori l’apparenza conta tanto quanto la sostanza. Ma a Roma non c’erano solo persone normali ma anche uomini e donne di grande valore e culturale e di spessore. Così, i discorsi della conferenza e gli argomenti trattati sono stati di alto livello.

Nonostante ciò, ci sono giornalisti che arrivano a un evento o commentato un fatto con l’articolo già scritto nella loro mente ancor prima di ascoltare i discorsi e vedere la situazione. Così alcuni giornalisti liberal hanno criticato l’evento. Non potendo scrivere che si trattava di una conferenza estremista perché non lo era, hanno attaccato l’idea alla base dell’evento ovvero il concetto di nazione.

I critici hanno affermato che la nazione era superata, che eravamo in un mondo globalizzato, che la strada da seguire erano le entità sovranazionali come l’Unione europea. Ricordate il periodo in cui era avvenuta la conferenza di Roma: febbraio 2020.

Il sovranismo, basato sul concetto di interesse nazionale, viveva forse il suo apice iniziato nel 2016 con la vittoria di Donald Trump e la Brexit. Le elezioni europee del 2019 con il boom dei partiti sovranisti testimoniava il trionfo delle nazioni. Poi tutto è cambiato. Prima il covid poi la guerra in Ucraina hanno rivoluzionato lo scenario globale.

Ma oggi, dopo due anni, possiamo dire che avevamo ragione. Possiamo dire che il concetto di sovranità alla base della nazione non solo era giusto ma è oggi attualissimo.

Marcus Tullius Cicero, autore profondamente conservatore, nella sua celebre opera De Oratore diceva: “Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis”. La storia è maestra di vita e prima la pandemia, poi la guerra hanno testimoniato l’importanza della sovranità nazionale. 

Questi due eventi ci hanno spiegato che nei momenti di emergenza una nazione guarda innanzitutto ai propri cittadini come è giusto e comprensibile che sia. Vorrei farvi l’esempio della mia nazione, l’Italia. Quando il covid è arrivato in Italia ci siamo accorti che in tutta la nazione c’era solo una industria che produceva respiratori polmonari. Una industria per 60 milioni di persone. Al tempo stesso non avevamo le mascherine da dare nemmeno ai medici. Questo avveniva perché negli anni passati abbiamo fatto affidamento solo sull’export e non abbiamo sviluppato un’industria interna per renderci autosufficienti. 

Con la guerra in Ucraina ci siamo trovati in una situazione simile poiché il 45% del gas italiano è importato dalla Russia e questo ha generato un serio problema per l’approvvigionamento energetico. Ci siamo così accorti che è fondamentale avere una sovranità energetica e il governo ha aumentato l’estrazione di gas italiano nel Mare Adriatico. L’aumento del costo dell’elettricità e del gas ha colpito in particolare le imprese e nasce anche dalla propaganda ideologia di Greta Thunberg e della transizione ecologica. 

Vorrei soffermarmi un momento su questo aspetto. Negli ultimi anni il tema dell’ambiente è stato al centro del dibattito mediatico e politico. Purtroppo però, invece di soluzione di buon senso, è prevalsa l’ideologia. Così non si è seguito un criterio di progressività e abbiamo chiuso numerose fonti energetiche tradizioni puntando solo sulle energie rinnovabili. Le energie rinnovabili vanno bene ma serve progressività e soprattutto è necessario promuovere un mix energetico che, insieme alle rinnovabili, porti avanti altre fonti di energia come il gas o il nucleare pulito.

Oggi l’Italia vive la contraddizione di non avere centrali nucleare ma importiamo energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari francesi. Al tempo stesso a pochi chilometri dal nostro confine in Francia o Slovenia sono presenti centrali nucleari.

È incredibile che solo dopo 2/3 giorni dall’inizio della guerra in Ucraina e dall’aumento del prezzo dell’energia si siano cancellati anni di propaganda sull’ambiente e addirittura si sia proposto di riaprire le centrali a carbone. Se invece di ascoltare la propaganda del tutto e subito perché il nostro

pianeta sta bruciando avessimo adottato scelte graduali, oggi non ci troveremmo in questa situazione.

La guerra in Ucraina ha determinato un impatto anche nel settore dell’agricoltura con l’aumento del costo del grano, dell’acciaio e della carta. 

Negli ultimi due anni abbiamo assistito al crollo del mito della globalizzazione e alla necessità di maggiore sovranità. È questa una differenza fondamentale tra il conservatore e il liberale o meglio il liberista. Per il conservatore è necessario che una nazione tuteli in economia i settori strategici a partire da quello militare, della difesa, dall’energia, da alcuni settori economici.

Nonostante il concetto di sovranità sia oggi attualissimo, è un paradosso che politici, partiti, pensatori che fino a qualche anno fa accusavano di qualsiasi cosa i partiti sovranisti, oggi ci facciano lezioni sull’importanza della sovranità.

Al tempo stesso però è cambiato radicalmente lo scenario politico europeo ed è oggettivo che i partiti sovranisti vivano un momento di difficoltà. Abbandonare in questo momento il tema della sovranità sarebbe però sbagliato ed è un errore che in particolari i partiti conservatori non devono compiere. La sovranità è nazionale ma ci sono settori in cui anche l’Europa potrebbe esprimersi con una voce sola promuovendo una “sovranità europea”, penso su tutti il tema dell’energia dove politiche comuni dell’Unione europea avrebbero potuto aiutare i singoli stati membri a evitare gli aumenti dei costi fuori controllo degli ultimi mesi.

Oggi si parla di un esercito comune europeo ma come possiamo pensare a una difesa comune se prima non abbiamo una politica europea condivisa? 

L’Unione europea sembra essere più impegnata a dover limitare le libertà individuali dei cittadini come avvenuto durante il covid o a dirci come dobbiamo parlare o comportarci. Ricordate il caso delle linee guida per una comunicazione inclusiva che abbiamo scoperto con il quotidiano “Il Giornale” e che sono state ritirate in cui non si poteva utilizzare la parola Natale oppure dire “signori e signore”? Se invece di un’Europa burocratica ci fosse un’Europa confederata e in grado di rispettare le differenze di ogni nazione tutto sarebbe diverso. Più che l’Europa di Bruxelles immagino l’Europa di Roma come immaginata nel 1957 dal Trattato di Roma da tre leader cristiani come Schuman, De Gasperi e Adenauer. 

Voglio terminare con una citazione del Principe di Machiavelli, dove Niccolò Machiavelli spiega come sia necessario in tempi di pace prepararsi per la guerra:

“Questi simili modi debbe  osservare  uno principe  savio, e mai ne’ tempi pacifici stare ozioso, ma con industria farne  capitale, per potersene valere nelle  avversità, acciò che, quando si  muta  la fortuna, lo truovi parato a resisterle.”
Nonostante due anni di covid sembra che l’Europa e l’Occidente non abbiano imparato la lezione, ovvero la necessità di una maggiore sovranità in particolare nei momenti di emergenza, ora una nuova tragedia come la guerra in Ucraina ci pone di nuovo di fronte al fatto compiuto, speriamo questa volta di aver compreso la centralità del concetto di sovranità per le nostre nazioni.