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È stato il presidente di Fratelli d’Italia e del partito dei Conservatori e Riformisti europei, Giorgia Meloni, a tenere a battesimo oggi pomeriggio a Bari la scuola di formazione politica voluta da Raffaele Fitto e organizzata in collaborazione con il gruppo Ecr al Parlamento europeo.  “Questa scuola di formazione politica è un’iniziativa estremamente importante, – ha dichiarato il presidente Meloni a margine dell’iniziativa. “Credo che il fatto di vedere 280 persone, soprattutto giovani, che scelgono di dedicare due giorni al mese per tre mesi ad approfondire i grandi temi del loro tempo dimostri quanto bisogno c’è di politica nel senso puro del termine. E siccome – ha concluso Meloni – io credo nella politica come massima dimensione dell’impegno civile, penso che queste iniziative assolutamente debbano essere moltiplicate sul territorio, perché i partiti seri sicuramente non possono che partire dalla formazione dei propri amministratori e in generale delle persone che sono interessate”. Raffaele Fitto, copresidente del gruppo Ecr a Bruxelles, introducendo i lavori ha spiegato il senso di questa iniziativa: “Lo scopo della scuola è quello di offrire un percorso formativo, ispirato ai valori e ai principi conservatori, ponendo l’attenzione sui temi nazionali e internazionali più significativi al fine di creare una nuova classe dirigente competente. Sarà l’occasione per riflettere sull’attuale ruolo dell’Europa e sulle prospettive di cambiamento che, come la pandemia e l’attuale crisi russo-ucraina hanno dimostrato, sono quanto più necessarie”.  Una necessità di cambiamento ribadita anche dall’altro copresidente del gruppo Ecr, Ryszard Legutko e dal vicepresidente del Parlamento Europeo Roberts Zile che sono stati i relatori della prima lezione dedicata alla Conferenza sul futuro dell’Europa, oltre a Giorgia Meloni e a Francesco Giubilei, presidente della fondazione Tatarella. Il Co-Presidente Legutko ha infatti sottolineato che: “Prima di discutere del futuro dell’Europa sarebbe stata utile una riflessione su cioè che è oggi. Rischiamo di trovarci all’ennesimo tentativo di perseguire un’agenda federalista e centralizzatrice, imposta e non frutto di una vera discussione dal basso, con il fine di creare un Super Stato Europeo”. Sulla stessa linea il vicepresidente del Parlamento europeo, Roberts Zile, il quale, pur ribadendo la necessità di migliorare la cooperazione e la solidarietà a livello europeo, ritiene che alcune competenze sono svolte meglio a livello di stati membri nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà e proporzionalità e nella valorizzazione delle differenze d’identità che sono la vera ricchezza del nostro continente.