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Di Federica Galloni

Ha dell’inverosimile quello a cui i consiglieri comunali di Bologna hanno assistito lunedì sera nel corso della consueta seduta assembleare: il Prodi, prode, scusate il refuso, Mattia Santori, sardina per vocazione ma squalo nelle recenti elezioni amministrative felsinee, prendendo la parola ha espresso commossa vicinanza ad un collega di maggioranza, tale Davide Celli, per quello che lo stesso prode definisce “un fatto increscioso”.

Catturata dunque la curiosità, e un mix di preoccupazione, di ambo gli schieramenti, con tono mesto e ritengo sentito, si erige portavoce dell’intero partito: “a nome del gruppo Pd esprimo vicinanza al Consigliere Celli, le cui oche sono state attaccate da un cane”.

Le cui oche sono state attaccate da un cane. 

Non siamo certo qui a giustificare l’uccisione di due pennuti da parte di un molosside, nonostante la storia animale ci insegni che l’equilibrio sia da sempre costituito da prede e predatori. I carnivori sono all’apice della catena alimentare e sarebbe contro natura sperare che taluni reprimessero il loro istinto procacciandosi cibo in un supermarket, magari pure Coop, così da unire l’utile al dilettevole.

Ma in attesa che un pitbull possa trovare passatempi meno animaleschi, tra una partita a padel e un aperitivo in centro, ecco allora che questa incredibile vicenda approda nel teatro della democrazia, laddove si ritiene, e si spera, che i tanti problemi che attanagliano la realtà bolognese possano trovare giusta e idonea soluzione: il Consiglio Comunale.

Per chi non lo sapesse Mattia Santori ad ottobre 2021 ha segnato il record in casa PD: 2586 preferenze, 2586 empatici, come si è affrettato ad autodefinirsi in un comunicato di poche ore fa. E se da un lato ci si chiede come diamine possano essere i peggiori, se lui è il migliore, dall’altro ci si interroga sulle priorità del Comune e del suo consigliere, tra stadi del fresbee e denunce sul traffico bolognese percorrendo contromano la corsia preferenziale dei bus. 

E c’è mancato poco che non definisse l’accaduto un “lutto straziante”: le premesse, lunedì sera in Consiglio Comunale, c’erano tutte. 

Per adesso, Mattia, non possiamo spingerci al di là di un 4 in pagella. Con buona pace delle oche, del Celli, che per il dolore si prende una pausa indeterminata dalla causa pubblica, del molosside colpevole di essere un molosside, del fois gras e dei civili che a poche ore di auto da noi vengono fucilati per strada.