Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

La sinistra – lo ripetiamo da tempo – ha perso ormai il suo ruolo storico, archiviate ormai le battaglie tradizionali , persa l’identità, non ha più altro da fare se non quello di inseguire la moda del momento, cercando di tuffarsi su un tema che possa colmare il vuoto lasciato da Marx e Lenin.  Un’aporia complessa e drammatica allo stesso tempo, ma anche foriera di pericoli maggiori e insidie pericolose per il nostro paese.  Quel fine genio che fu Augusto del Noce aveva previsto tutto, e rileggere oggi le sue pagine più che profetiche significa trovarsi dinanzi ad un affresco lucido, drammatico della nostra realtà di oggi.  

Quella che un tempo era un colosso con le proprie dottrine, diverse fra le varie anime ( socialista e Comunista su tutte) oggi è l’emblema della liquidità assoluta. Osservando le battaglie che i partiti di sinistra ed in particolare il maggiore erede del Partito Comunista ha abbracciato negli ultimi anni, ci si rende conto di quanto questa realtà in atto destabilizzi e non poco il dibattito politico.  Diritti Civili, immigrazione, Ius Soli, sono gli ultimi pilastri su cui la sinistra spera di costruire un presente e un futuro, mentre quel proletariato che ieri ne è stato la forza ha virato a destra, abbandonato e deluso dalle politiche antisociali e elitarie della sinistra contemporanea. 

Dopo il primo naufragio dello Ius Soli, del referendum sulla Cannabis e del ddl Zan, la sinistra è tornata all’attacco, badate bene non perché abbia a cuore queste battaglie, no, semplicemente perché ha necessità di questo elettorato per evitare un disastro alle elezioni politiche del 2023: sente la necessità di un tema su cui arroccarsi e di un elettorato da fidelizzare, naufragata anche la possibilità di far votare i sedicenni, prontamente indottrinati dai docenti di sinistra  post-sessantottini che infestano ancora i nostri licei e le scuole in generale.  Chi meglio dei c.d “Italiani di seconda generazione” e delle masse di immigrati cui regalare la cittadinanza in cambio del voto, poco importa se essi stessi non si ritengono italiani, se ignorano lingua, cultura e tradizione del nostro paese, cosa importa alla sinistra, apolide da tempo? Nulla ed ecco il perché dell’accanimento, nonostante la complessità del tema e la serietà dell’argomento. 

Parlare di cittadinanza con i sinistri è cosa assai complessa, perché non si tratta solo di un pezzo di carta, di un documento stampato, del diritto di voto, del poter dire “Io sono italiano”, ma di tutto ciò che ciò significa, oggi ma sopratutto come proiezione storica. 

Essere Italiani è un privilegio di nascita, oppure dovrebbe essere un merito acquisito, non un regalo a punti, o una promozione da distribuire. Ma capire questo vuol dire credere nel concetto di Patria, vivere ogni giorno seguendo principi a loro sconosciuti, se non nella forma politicizzata del 25 aprile e della resistenza. Essere Italiani non è per tutti, ma solo per chi o vi è nato ed allora lo è per sangue, oppure per chi ha dimostrato con l’impegno, il lavoro e il sacrificio di credere nell’Italianità, di aderire la nostra cultura, di rispettare e vivere le nostre tradizioni, di integrarsi nelle nostre comunità, di servire il paese ogni giorno. Di ricevere gli onori e gli oneri di essere Italiani. 

Concetti difficili da spiegare a chi non crede in nulla, ma segue le mode, da chi come una canna è mosso dal vento qua e la, senza sapere mai qual’è il suo posto. La Patria è ogni pietra, granello di sabbia, albero o radura, Patria è la bandiera, Patria è l’interminabile lista di eroi caduti nel nome di essa. Patria è lo scatto d’orgoglio nell’alzarsi in piedi mentre risuona l’Inno Nazionale, e il capo chino dinanzi al monumento del 4 novembre, e il deferente saluto da portate al Milite Ignoto. Patria è ciò che ci rende diversi dagli altri, ciò che ci caratterizza come Popolo. 

Patria è un sentimento, un’idea, un sogno che vive nel cuore di ogni Patriota. Ciò che ci fa essere un tutt’uno con chi ci ha preceduti. 

La cittadinanza non è un diritto se non di sangue, ma un privilegio che va conquistato, meritato e ambito. La cittadinanza Italiana è un onore cosa che troppo spesso di dimentica. 

Ma la sinistra tutto ciò lo disconosce, lo ritiene retaggio di un mondo vecchio, stantio da spazzare via, una realtà su cui calare il sipario. Ma si può calare il sipario sulla storia? No, ma la sinistra oggi è per sua stessa definizione antistorica, anche questo, elemento non trascurabile. La sinistra mente, costruisce castelli immaginari, fumose teorie da brandire come arma elettorale. La sinistra è un anima persa, orfana di se stessa, priva di essenza. La sinistra per usare una formula hegeliana “ è come un tempio senza altare” e dunque all’eterna ricerca di una ragione per esistere.