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La battaglia è iniziata. Nulla era ed è stato sin dall’inizio così scontato, lo si sapeva, lo si attendeva e neanche il tempo per  Mario Draghi di reiterare le dimissioni, che la campagna di Stampa contro Giorgia Meloni ha avuto inizio. Niente di nuovo, solo le classiche allusioni – prive di fondamento – e continui riecheggiamenti ad un passato oscuro ( fascista) che non solo non esiste, ma ha stancato un pò tutti. 

I numeri parlano chiaro, certo si tratta solo di sondaggi, ma le tendenze degli elettori sono indicative e preoccupanti per la sinistra e per i propri giannizzeri della carta stampata italiana ed estera. L’obiettivo è chiaro e verte come sempre a portare il dibattito non sulla realtà odierna, sui problemi politici del paese, sulle gravi condizioni in cui versa l’economia, ma sul “fascismo eterno” inventato dalla sagace penna di Umberto Eco. 

La matrice della destra guidata con coraggio e coerenza da Giorgia Meloni, leader indiscussa della colazione, è conservatrice e trova fondamento in una lunga tradizione  che in Italia è stata per interi lustri appannaggio esclusivo di un novero di pochi, ma audaci intellettuali, pensatori, scrittori e giornalisti che hanno sognato per tutta la loro vita che si costruisse in Italia una grade destra conservatrice. Oggi quella destra è realtà, una destra in cammino, un cantiere aperto che si è fortificato dalla continua discussione, dalla forza di chi con coraggio si è posto controcorrente rispetto alle folli mode progressiste. Quella destra sorta dalla fase più buia e drammatica della propria storia recente, si è rialzata più forte, più unita e oggi più federativa che mai. Una destra conservatrice che incarna più filoni di un’unica grande tradizione. Dove la “rivoluzione liberale” ha fallito riuscirà quella conservatrice, e il tempo che è sempre galantuomo ha dimostrato a tutti che la verità non porta certo le insegne della sinistra. 

Gli attacchi alla Meloni sono attacchi di panico, segni di debolezza di chi è povero di argomenti, di coloro che hanno abbandonato le classi lavoratrici di questo paese, e si sono rinchiusi in un elitarismo  becero, che gravi mali ha prodotto al paese. La sinistra italiana altro non è che un palude in cui sguazzano figuri che negli ultimi decenni si sono aggrappati al potere politico con la foga dei naufraghi alla scialuppa, al fine – poco nobile – di mantenere le proprie personali e immeritate conquiste. 

Il vento nuovo che si percepisce quotidianamente è la più grande minaccia al sistema di potere della sinistra, e di quel “centro” che è divenuto come sempre è stato negli ultimi decenni l’oasi degli equilibristi, dei grigi prosecutori  delle peggiori pieghe del nostro sistema politico.  Tutto ciò rischia di essere spazzato insieme al nullismo grillino e alle sue infette politiche parassitarie per volontà del popolo italiano, stanco di un’azione politica che negli ultimi anni ha portato il paese alla crisi più nera: una crisi che non è solo politica, ma sociale ed economica. Una stato d’animo questo che ha tarpato le ali all’intero paese. 

Ora le loro penne innestate nell’odio si tingono dell’inchiostro dell’accidia, scavano solchi sulla carta al fine di esacerbare il clima politico, di portare lo scontro sul terreno di una falsificazione storica, ponendo la discussione su un eterno e anacronistico processo alla destra, e di conseguenza a colei che la destra la incarna Giorgia Meloni. Ma i loro vacui discorsi non incantano più, le loro artificiose costruzioni e il loro accanimento provocano l’effetto contrario e rafforzano invece la spinta propulsiva del cambiamento – nei fatti – degli equilibri politici. 

Il ritorno alle urne accolto dagli italiani come una riacquistata possibilità di incidere nella vita politica del paese, dimostrerà definitivamente che nulla possono gli “ odiatori” di professione e i plotoni d’esecuzione televisivi a cui siamo tristemente abituati. Perché cari sinistri come disse il Principe Metternich – che di certo sapeva il fatto suo – “ non si possono mettere i cancelli alle idee, perché le idee li scavalcano” e cosi sarà anche questa volta, quando le vostre cancellate d’odio saranno travoltate dall’amore di Patria che il popolo italiano saprà raccogliere con il più solenne dei riti democratici il voto.