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Martedì 6 Dicembre Michela Murgia è stata ospite (purtroppo) di Giovanni Floris, a Dimartedì. La giornalista, avvocato degli indifendibili, non ha perso occasione per sostenere l’imbarazzante causa di Roberto Saviano, noto scrittore querelato da Giorgia Meloni per averLe dato della ‘’bastarda’’. 

Nonostante secondo Luciano Violante, magistrato ex presidente della Camera di sinistra ‘’bastardo non sia una critica legittima in nome della libertà d’espressione, ma un insulto’’, la Murgia continua a difendere Saviano, sostenendo che sia addirittura ‘’perseguitato’’ dalla Meloni. Quindi, stando al ragionamento della Murgia, massima espressione dell’intelligenza sinistroide, la normalità è questa. 

Concetto curioso di democrazia quello secondo il quale si possa insultare liberamente senza nessun ritegno, chiunque abbia idee differenti. Il problema è sempre lo stesso, il malsano pensiero che affligge la Murgia, insieme a tutti i maestosi ‘’intellettuali’’ di sinistra contemporanei, secondo cui sia lecito schernire ed offendere esponenti di destra, in quanto tali. Al contrario però, se si osa solo ‘’sfiorare’’ l’intoccabile sinistra, si viene tacciati di fascismo ed accusati di essere portatori d’odio.

Fermate la Murgia: le terrificanti affermazioni

Riferendosi al processo in corso della Meloni contro Saviano, La Murgia dichiara “Adesso è iniziato il processo e lei è a capo di un governo. Come ti sentiresti se sei a processo con un capo di governo? Penseresti davvero di essere in una situazione paritaria?” . E ancora: “La Meloni è una persona che ha il sistema alle spalle, un potenziale economico che tu non hai. Saviano è un cittadino come chiunque altro”. Non soddisfatta Prosegue,  “Due persone  perseguitano Saviano in questo momento: una è la camorra e una la presidente del Consiglio”.

Agghiaccianti le affermazioni della scrittrice “ intellettuale” che non si smentisce mai, proseguendo sulla sua solita linea, quella delle pessime figure.