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“Few governments approach the end of their first 100 days in such good shape as Giorgia Meloni’s right – wing coalition”. A scrivere questo giudizio positivo dei primi 100 giorni dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni è “The Economist”, il settimanale britannico che in passato non si era risparmiato in pareri poco lusinghieri nei confronti dei premier italiani.

Spaziando dai positivi rapporti instaurati con von der Leyen e con la Santa Sede fino alla valenza sociale, istituzionale e mediatica dell’arresto del boss Messina Denaro, “The Economist” si sofferma anche sull’importante risultato conseguito dal governo, “nonostante le sole 10 settimane a disposizione”, in materia di PNRR e bilancio preventivo per il 2023.

Tutto ciò, sempre a giudizio del settimanale anglosassone, legittima un dato inusuale per i partiti di governo: l’aumento del consenso elettorale, certificato nel caso specifico in un quasi 30%, a fronte del crollo registrato dal Partito Democratico, principale partito di opposizione.

Ma il dato forse più brillante, il successo più rilevante riconosciuto al governo Meloni, è nel crollo dello “spread”, ridotto all’1,8%, con un calo nel differenziale dello 0,5% ottenuto riuscendo, a differenza dei pronostici della vigilia, a rassicurare i mercati internazionali e a rinsaldare rapporti economici che sembravano destinati a deteriorarsi in modo irreparabile.

Rimane un problema di debito pubblico che l’Italia si porta dietro dagli anni ’80 e che prima o poi il governo dovrà affrontare così come la tenuta governativa a causa di una certa disabitudine della politica italiana a governarsi tramite governi non tecnici. Resta, soprattutto, la questione PNRR, che dovrà essere ridiscusso per adeguarlo allo status quo post – Covid.

Il giudizio complessivo è però più che positivo su un esecutivo che solo 100 giorni fa veniva presentato come isolato a livello internazionale e il riconoscimento a Giorgia Meloni da parte del “The Economist” è l’ennesima conferma di come la strada intrapresa dal governo sia quella giusta.