Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

Domani si terrà un importante convegno organizzato da Nazione Futura dal suggestivo titolo “La sfida delle riforme istituzionali”.

Il convegno rappresenta la prima manifestazione dell’Osservatorio indipendente per le riforme istituzionali che Nazione Futura ha voluto creare.

L’obiettivo dell’Osservatorio è quello di promuovere studi e ricerche sulle riforme di questa stagione da parte di studiosi di diverso orientamento, al fine di avviare un dialogo plurale che nel rispetto delle diverse sensibilità culturali e politiche permetta di ricreare un necessario clima quanto più possibile unitario per riformare l’assetto istituzionale della Repubblica.

In tal senso, l’evento di domani è un ottimo esempio di questo approccio. Peraltro, è anche assai opportuna la sua tempistica. Come è, infatti, noto, è appena terminato il primo giro di consultazioni con le forze politiche del Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati, per valutare eventuali convergenze su una delle possibili ipotesi. Non vi è dunque ancora nessun articolato progetto di riforma. È dunque proprio questo il momento di consultare la dottrina. D’altronde, la scelta di una forma di governo somiglia metaforicamente alla scelta di un vitigno da impiantare in una determinata zona per produrre un buon vino. Infatti, così come esistono vitigni autoctoni che hanno un areale molto limitato per la sussistenza di specifiche condizioni climatiche e territoriali, esistono forme di governo uniche e irripetibili che sono dipese dalla particolare evoluzione storica di un determinato ordinamento, si pensi paradigmaticamente alla Svizzera.

Allo stesso modo esistono anche vitigni internazionali che hanno una ampia diffusione con la particolarità che assumono caratteri parzialmente diversi a seconda del luogo dove sono impiantati: uno Chardonnay di Borgogna darà vita ad un vino molto diverso da uno Chardonnay in Sicilia. Ciò vale anche per le forme di governo “internazionali”, cioè quelle che troviamo in plurimi ordinamenti statali nei diversi continenti, le quali hanno la particolarità di potere funzionare concretamente in modo diverso sulla base delle caratteristiche politiche, culturali e sociali dell’ordinamento di riferimento o di specifici fattori storici. Si pensi, ad esempio, alla figura del Presidente nel modello istituzionale della Quinta Repubblica francese che risente molto dell’imprinting gollista e che differenzia il semipresidenzialismo francese da molti altri semipresidenzialismi europei.

Ecco perché è importante adesso ascoltare il parere dei costituzionalisti per verificare quale forma di governo e con quali eventuali adattamenti è quella che meglio può attecchire nel terroir istituzionale italiano. Domani sentiremo sei autorevoli pareri che siamo certi potranno fare riflettere molto coloro che dovranno assumere le conseguenti scelte politiche.