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L’elezione di Elly Schlein alla guida del partito democratico apre a non poche variabili nello scacchiere politico, e nuovi possibili scenari iniziano a proiettarsi nelle segreterie dei principali partiti. Dalle parti del Terzo Polo prende forma l’idea di accogliere i vari riformisti in fuga dal pd in  piena virata a sinistra, dove la componente cattolica si trova fuori posto, considerando anche i temi a cuore alla nuova classe dirigente democratica. Renzi vede l’opportunità di rinforzare i ranghi e ampliare l’agibilità politica, da qui la necessità di concretizzare la formazione di un partito unico con Azione di Carlo Calenda, e sopratutto in una forma più suggestiva del amorfo “terzo polo”. 

Gli scenari però implicano anche non poche variabili per il centrodestra e sopratutto per i conservatori meloniani, i quali con un alleggerimento delle posizioni del pd in politica estera con la guerra in Ucraina e con l’ideologizzazione del programma politico dei democratici sui diritti civili e il radicalismo ambientalista può trasformarsi nel vero perno del sistema di governo. Il pd per anni è riuscito a proiettare l’immagine di granitica certezza per gli equilibri internazionali, mettendo in campo quasi esclusivamente figure provenienti dal mondo Dc oppure dalla più governativa e sistemica area dell’ex Pc. Tutte posizioni estranee all’attuale segretario e alla sua squadra, molto rossa, e poco realista. 

Di questo Giorgia Meloni, ormai  roccia dell’atlantismo in Europa, può giovarsene, tanto da risultare con Fratelli d’Italia e gli alleati, l’unica garante della stabilità italiana in campo internazionale, e la garanzia per la classe media e per il mondo dell’impresa in politica interna. Sfruttando l’aggressività della nuova leadership a sinistra come manifesto della sua indispensabilità. Da qui con un ulteriore allargamento del perimetro dell’attuale partito, nell’ottica sempre della trazione conservatrice italiana e europea, può diventare l’approdo naturale della maggioranza assoluta dell’elettorato cattolico e liberale, sopratutto se riuscirà a bruciare sul tempo il centrismo renziano. 

Una partita da giocare con molta cautela, senza sbagliare un passo, ma inevitabile per fare di Fratelli d’Italia il partito conservatore di governo: argine e barriera al fondamentalismo ambientalista, femminista e globalista del nuovo pd.  Giorgia Meloni non ha interesse alla sfida diretta con la Schlein, non è costretta a scendere sul ring prima di giugno 2024, dove avrà anche l’occasione di porre termine anticipatamente alla segreteria della Schlein. 

L’alleanza fra conservatori e popolari per sradicare la sinistra dal governo dell’Europa, passa anche e sopratutto dai prossimi mesi, e dalle risposte che il governo saprà dare qui in Italia. Per la prima volta il vento blu dall’Italia potrà investire l’Europa e travolgere le aspirazioni della nuova sinistra incarnata dal leader ancorati a posizioni estreme, su temi divisi culturalmente e economicamente pericolosi. Qui il centrodestra dovrà essere in grado di trasmettere quella sicurezza, quell’armonia e quella solidità che la gente, i cittadini chiedono quotidianamente.