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Giovedì 2 marzo si è svolto un nuovo importante appuntamento dell’agenda di politica internazionale della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, volata in India per incontrare il premier Narendra Modi e rilanciare obiettivi economici e strategici del nostro paese. In primis, è da annotare come la visita veda al centro l’intenzione italiana di stipulare nuovi contratti nel campo della vendita di armi all’India: tramite Leonardo, Roma ricopre un ruolo decisivo nella produzione e fornitura di armamenti avanzati e strategici ai partner internazionali. 

Attraverso la creazione di un memorandum sulla difesa con il governo Modi potenzieremo la nostra industria bellica, oltre ad incrementare le entrate delle casse dello Stato. Tuttavia, oltre all’aspetto economico, il vertice con Modi assume un carattere tattico, collegato al ruolo ricoperto dal governo italiano all’interno della galassia geopolitica occidentale. Benedetta ed invogliata da Washington, la visita di Meloni rientra nel tentativo della NATO di allontanare Nuova Delhi dalpartenariato con la Russia, data la stretta cooperazione presente tra i due paesi. Infatti, dall’inizio del conflitto in Ucraina Modi ha situato il paese in una posizione ambigua, comprendente l’astensione alle risoluzioni dell’ONU sulla condannaall’invasione russa e la mancata approvazione delle sanzioni occidentali.

Il motivo di quest’approccio è prevalentementespiegato da due fattori: l’India ha acquistato l’armamentario della quasi totalità delle proprie forze militare dalla Russia, ragion per cui è collegata al Cremlino da necessità strategiche e militari. 

Non a caso, il memorandum con l’Italia ed altre nazioni occidentali mira a fornire all’India armamenti avanzati ed a buon prezzo, nel tentativo di allentare i suoi accordi con la Russia e sostituire parte delle scorte delle forze armate. Inoltre, Nuova Delhi ha storicamente subito la dominazione britannica ed ha acquisito una mentalità anticoloniale, nel tentativo di fondare una società democratica che fosse però slacciata – sul piano valoriale e geopolitico – dalla sfera angloamericana.

Un intento di principio ambiguo, essendo la Gran Bretagna e gli USA le democrazie mondiali per antonomasia e per di più utopistico, data la necessità di mantenere stretti legami geopolitici sia con Londra che con Washington, in funzione anticinese. Infatti, la maggiore minaccia per l’India proviene oggi dalla Cina, con cui condivide un confine e tiene aperto uno storico contenzioso, sul quale aleggia la prospettiva di un confronto militare tra i due paesi che Nuova Delhi, senza il supporto occidentale, sarebbe destinata a perdere.

Pertanto, la missione della Meloni gioca su due fronti: ampliare la cooperazione tra la democrazia italiana e quella indiana, sfruttando la ritrovata centralità di Roma nell’alleanza atlantica. Andasse in porto il tentativo della NATO di allontanare politicamente l’India da Mosca, si creerebbe una decisiva ed ulteriore modifica del campo internazionale in favore dell’Occidente. 

L’incremento costante del supporto cinese alla Russia potrebbe favorire la prospettiva di un cambio di fronte diplomatico per l’India, che ritroverebbe nella partnership con gli stati occidentali interessi economici vantaggiosi e garanzie di sicurezza dalle minacce di Pechino. Una sfida di prospettiva che ha il viaggio di Giorgia Meloni quale tassello importante, nella certezza per l’Italia di poter giocare un ruolo chiave in queste fondamentali partite diplomatiche.