Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

Non ci sono dubbi, al netto dell’essere o non essere fumatori, la stretta sul fumo all’aperto annunciata dal Ministero della Salute  non è soltanto un’ iniziativa fanatica, illogica e illiberale, ma proprio stupida. Perché nessuno, neanche il Ministro Schillaci può giocare con le libertà individuali delle persone, con la libertà di accendersi una sigaretta, un sigaro, o la pipa. Già da tempo, in molti luoghi avviene una grave discriminazione fra fumatori di sigarette tradizionali e sigari e i cd fumatori di “sigarette elettroniche” veri e propri tubi di scappamento a uso orale, dal tanfo melmoso: quest’ultimi infatti fumano tranquillamente il loro “altoforno” al chiuso, mentre i fumatori tradizionali sono costretti all’aperto, ove non sono presenti le sale fumatori, al netto delle  condizioni meteorologiche e delle temperature. 

Tornando all’ultima prodezza del Ministero della Salute e alla sua annunciata “grida manzoniana” degna di uno stato autoritario in cui il governo viola la libertà dei cittadini, quello stesso stato che suoi tabacchi esercita il monopolio, non dimentichiamolo. Cosa spinga il Ministro Schillaci a seguire le mode della peggiore sinistra liberal in salsa meneghina non è dato sapere, come faccia un governo conservatore e liberale ad essere artefice di un simile provvedimento è un mistero. Culturalmente simili invasioni di campo delle libertà personali sono inaccettabili per chi si professa tanto conservatore, quanto liberale.

Al di là della riprovazione etica verso un simile provvedimento ciò che colpisce è la risibilità di una simile iniziativa. Se la legge Sirchia si fondava su una certa logica, quella di contrastare il fumo passivo nei locali chiusi, la stretta all’aperto è pura imbecillità, degna di grette menti burocratiche, immerse nella naftalina e totalmente estranee alla logica più puerile. Questo accanimento contro i fumatori,  dai pacchetti fotografici, alle etichette iettatoriali, al costante aumento dei prezzi, come se il tabacco fosse la cagione di tutti i mali del mondo, quando sappiamo che non è vero, rischia di raggiungere picche grottesche. 

Secondo quanto prodotto dalle raffinatissime menti che animano il Ministero guidato da Orazio Schillaci,  un povero tabagista prima di mettere mano alla sigaretta o al sigaro, dovrà preventivamente avviare una ricognizione visiva, perlustrare l’area circostante e assicurarsi che non vin siano persone in stato interessante. Ora non ci è dato sapere se le signore in stato interessante saranno dotate di apposito distintivo da esibire, sopratutto in quelle fasi in cui persino agli occhi più attenti la gravidanza potrebbe sfuggire. Bisognerà poi camminare forniti di metro per calcolare le distanze ed evitare i parchi, sopratutto se affollati di bambini, quegli stessi bambini che non vedono l’ora di dare fiato alla prima boccata di tabacco, ma questa è un’altra storia. 

Questo tipo di misure proibizioniste a nulla serve, solo a scassare i cosiddetti ai tabagisti, che fino a prova contraria sono cittadini con gli stessei diritti, dei puritani e dei salutisti.  Si spera che il Presidente del Consiglio – anch’essa tabagista – comprenda la fallacia del provvedimento e lo blocchi, ricordando che la cultura politica che esprime l’esecutivo non è incline alla privazione della libertà individuale.