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Sembra uno scherzo ma non lo è. In seguito alle lamentele ricevute da parte di alcuni genitori, Barbara Caterini, Preside della scuola dell’infanzia Florinda di Viareggio, ha infatti deciso di eliminare il laboratorio scolastico previsto per la celebrazione della festa del papà che, in Italia, cade il 19 marzo, giorno in cui San Giuseppe, padre putativo di Gesù, morì.

Ora. Da che mondo e mondo, TUTTI i bambini hanno un padre. Esattamente così come TUTTI i bambini hanno una madre. Alcuni di loro possono aver subito un lutto, vivere con uno solo dei genitori o essere stati abbandonati.

Ma evitare qualcosa, a mio avviso, non è mai la scelta migliore. I traumi e le difficoltà emotive, nei bambini, non devono essere ignorati ma sempre e solo affrontati.

Con le parole, con la verità, con il supporto della scuola e degli esperti infantili.

Cancellare una ricorrenza tradizionale in nome dell’inclusione potrebbe essere il pretesto per cancellarne altre in futuro, quali, ad esempio, la festa della mamma o quella dei nonni. Che poi, parliamoci chiaro, quanti bambini, i nonni, non li hanno nemmeno più?

Rispettare le minoranze non vuol dire calpestare la maggioranza.

Percorrere la strada del politically correct non vuol dire imporre decisioni.

Hai un papà?

Gli prepariamo un lavoretto.

Hai un papà ed un patrigno?

Ne prepariamo due.

Il tuo papà è andato in cielo? Gliene prepariamo uno da portare al cimitero.Evitare ai bambini dolori e sofferenze in nome dell’inclusione rischia di avere, come unica conseguenza, lo sviluppo di una generazione psicologicamente debole ed insicura. Per includere non si deve escludere, e finchè l’arte perseguita sarà quella del togliere, la nostra società, la nostra cultura e le nostre tradizioni saranno destinate all’oblio.