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Dal 4 al 5 maggio Budapest, la capitale ungherese, ospiterà il CPAC 2023, la convention dei conservatori di tutto il mondo. La fondazione American Conservative Union Foundation e il think tank ungherese Center for fundamental rights (partner di Nazione Futura) hanno permesso questo evento, che è il secondo organizzato in Europa. La prima edizione si è tenuta l’anno scorso sempre a Budapest. Come l’anno scorso, parteciperà Nazione Futura con le parole del Presidente Giubilei e la presenza di Jacopo Ugolini.  

Tra i relatori, appunto, non mancherà il nostro Presidente Giubilei, che prenderà parte al primo panel di giovedì, dal titolo No Woke Zone. Il titolo fa presagire facilmente di ciò di cui si discuterà: la cultura woke, la cultura della cancellazione della nostra storia – e, quindi, delle nostre identità – deve essere frenata. E’, anzi, uno dei principali mali del moderno Occidente, che si autoflagella e indebolisce con le proprie mani. Insieme a Giubilei, prenderanno parte del panel il Direttore operativo del Center for Fundamental Rights Péter Törcsi, il neopresidente dell’Hungarian Institute of Foreign Affairs Gladden Pappin e il Segretario Generale del Partito Popolare serbo Jovan Palalic. Prima di questo panel, prenderà parola Viktor Orbán, il Primo Ministro ungherese, insieme al quale daranno il via all’evento il Direttore Generale del Center for Fundamental Rights Miklós Szánthó, il Chairman dell’American Conservative Union Matt Schlapp e il Primo Ministro georgiano Irakli Garibashvili. Il pomeriggio di giovedì si aprirà con il panel dal titolo Nation’s first, dove si discuterà del ruolo della nazione e della possibilità di implementare politiche improntate a un sano e moderato nazionalismo pur all’interno di questo mondo altamente globalizzato. Il primo giorno della Convention si concluderà con il panel e gli interventi dal titolo United we stand, dove prenderanno parte tra i vari il Ministro della giustizia ungherese Judit Varga, il Ministro dell’Agricoltura polacco Janusz Kowalski ed esponenti del mondo accademico ed istituzionale israeliano.  

La giornata, invece, del venerdì, che sarà la conclusiva, si aprirà con l’intervento del Ministro della Difesa ungherese Kristóf Szalay-Bobrovniczky e l’anchorwoman di KSAZ-TV (Arizona) Kari Lake. Successivamente alle 9:30 il primo panel sarà intitolato In God We Trust, dedicato alle tradizioni cattoliche europee, dove parlerà l’ex Primo Ministro sloveno Janez Jansa e il Ministro dell’Infrastrutture ungherese János Lázár. Dopo il primo panel, alle 11:30 si discuterà di guerra e natalità, in un panel dal curioso titolo Make kids not war, dove prenderà parte anche il Presidente della Fondazione americana Heritage, Kevin Roberts. Il pomeriggio si aprirà con una discussione in merito ai confini nazionali e alla loro tutela, dove parlerà Steve Bannon, il Ministro dell’Agricoltura ungherese István Nagy e anche Daniele Scalea, il Presidente dell’Istituto Machiavelli. L’ultimo panel, che concluderà la convention, dal titolo No country for woke men, tornerà al problema legato all’ideologia woke e le sue nefaste conseguenze.  Un CPAC di alto livello, dove si discuterà dei temi cari a Nazione Futura, come il conservatorismo, la tutela della natalità e la centralità della nazione. Non mancherà la discussione inerente all’Unione Europea e alla ideologia woke che attanaglia l’Occidente, vittima delle pretese di cancellazione della sua storia – e anche del suo orgoglio. Nazione Futura commenterà il CPAC per entrambi i giorni… stay tuned!