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Il futuro dell’Europa passa ancora una volta per la Spagna, ma sopratutto ad attraversare le tempeste politiche del Regno di Filippo VI è il destino incrociato o forse – dipende tutto proprio dal paese iberico – dei Popolari di Weber e dei Conservatori di Giorgia Meloni. 

Il risultato traumatico per il governo di colazione guidato dal socialista Sanchez e la conseguente volontà dello stesso Primo Ministro di sciogliere le “Cortes” ed andare ad elezioni anticipate anticipa la partita per il futuro controllo delle istituzioni europee. 

Non è un mistero che l’obiettivo dei conservatori e della stessa Meloni dopo la conquista di Palazzo Chigi è la formazione di un governo a guida e trazione conservatrice – il primo nella storia repubblicana – è stato quello di tessere le condizioni per rompere l’alleanza fra popolari e socialisti provando a costruire le basi di un governo dell’Europa fra Popolari e Conservatori. La strada è lastricata di incognite certo, ma gli ultimi risultati inducono ad un certo ottimismo. 

Lo stesso Weber leader del Ppe sa bene che i popolari non navigano in acque tranquille e che ad oggi la forza del partito che ha guidato l’Europa incontrastato si regge sul due grandi partiti la CDU in Germania anche se attualmente forza di opposizione e sul PP in Spagna, unica forza  in salute e prossima alla possibilità di salire al governo. 

Giorgia Meloni sa bene che molto dipenderà dal risultato di Vox, e se il PP sarà obbligato a costruire un governo di coalizione, come avvenuto in molte Comunità autonome e come dovrà avvenire in molte di quelle andate al voto nella scorsa settimana. Se il partito di Abascal dovesse rafforzarsi ed essere indispensabile ai popolari, allora si che la porta per la grande alleanza Blu a Bruxelles sarebbero spalancate, è per Giorgia Meloni con buona pace dei sinistri italiani vorrebbe dire occupare un ruolo di registe in solitaria nelle dinamiche europee. Battere i socialisti, e limitare le forze centriste di Renew Europe di Macron significherebbe portare a casa un risultato politico pieno. Passo dopo passo i tasselli si stanno componendo e Giorgia Meloni tratta con il Ppe le condizioni dell’alleanza sul modello proprio del governo italiano. 

Tutto dispenderà dalle elezioni Spagnole, dal segnale chele urne iberiche daranno, e dalla forza che Vox e quindi i conservatori saranno in grado di mostrare ai popolari. Con un governo di colazione in Spagna sul modello italiano, anche se a proporzioni invertite, allora ogni dubbio verrebbe fugato e il Ppe dovrebbe inevitabilmente cedere alla forza dei conservatori, sicuramente attualmente più in salute. 

Se infatti per la Meloni le elezioni in Spagna significano il concretizzarsi di un’opportunità, per Weber rappresentano l’ultima spiaggia per non arenare il Ppe alle  secche delle stallo che in politica sono l’anticamera della decadenza. 

Non ci resta che aspettare che squillino le trombe e annuncino l’inizio delle elezioni, un paso más cerca de la historia