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Contagioso il suo sorriso lo è sempre stato, così come la sua simpatia. Quell’ottimismo vitalista che spostava le montagne con la sola forza della volontà dovevi riconoscerlo per forza. Ma per chi come il sottoscritto, da giovanissimo appassionato di politica, a 14 anni cercò casa in ogni destra, purché lontana dalla sua, Berlusconi non è mai stato un mito da appendere in camera. Forse però lo diventerà oggi, che non c’è più, anche solo per averci ricordato ancora una volta l’essenza dei due poli che lui per primo aveva intuito nella politica italiana. Mai con quelli che in questi giorni si rendono protagonisti delle peggiori bassezze. Come se bastasse una loro condanna per dannare per sempre un arcitaliano come lui, capace di incarnare più di ogni altro, nella storia recente, vizi (e virtù!) degli italiani. 

Non è contemplato a destra – pur con tutti i difetti – un “Di-party-to” per festeggiare la morte di un avversario, come ha fatto l’Arciblob Brianza; tanto meno che dei consiglieri comunali escano durante il minuto di silenzio, come accaduto a Genova. È proprio la mancanza di nobiltà d’animo – peccato originale di quel mondo – cui lo stesso Berlusconi accennava in un celebre discorso, riaffiorato in queste ore, unita all’incapacità di cogliere e rispettare la grandezza. “La sinistra non ci ha proprio mai preso, con quell’uomo”, lo ha scritto pure Gramellini. 

Si fa fatica a leggerli certi commenti – intrisi di odio becero, cattiveria ragionata, disumanità bella e buona – e però servono. Servono per farcelo amare pienamente, fosse pure per la prima volta. 

Oggi che non c’è più, dunque. Come in un ultimo spot dei suoi, a luci spente, è la morte a mettere in mostra i difetti peggiori delle frange estreme che lo hanno sempre avversato: il moralismo pedestre, la presunzione del giudicante, il ghigno di chi è convinto della propria superiorità antropologica. Mai, quindi, proprio mai con loro. Possono gettare tutto il fango del mondo, tutto quello in cui hanno sempre annaspato. Il motto del Cavaliere troverà sempre il modo di neutralizzarli: “L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”.