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L’ipocrisia della sinistra non ha limiti, poi se alla sinistra in generale si aggiunge la componente femminista allora si raggiunge l’apoteosi. Perché non può passare inosservata l’assurdità del comunicato con il quale un gruppo di 12 associazioni di Nizza riunite nel collettivo “ Touscitoyens-06” hanno proetstato contro la decisone dell’Opéra di chiamare Beatrice Venezi a dirigere i concerti di Natale e Capodanno. Secondo i sedicenti “antifascisti” d’oltre confine, “il sottolineare la qualità di donna – della Venezi – non è accettabile “, e già qui si sfida l’assurdo oltre che la natura, perché il direttore ha la colpa di essere consigliere del Ministro Sangiuliano per la musica e di conseguenza espressione di un governo che secondo gli attivisti è “neofascista” e con la volontà di “ limitare i diritti delle donne”.

A quanto pare nessuno a Nizza ha informato questi soggetti che il governo italiano è guidato da una donna, per la prima volta, e che “Dio, Patria e Famiglia” non sono un retaggio “dell’ideologia mussoliniana”, ma i tre principi fondanti del conservatorismo.

Un comunicato che fuga ogni dubbio sul l’ipocrisia delle femminista di sinistra e sulla sinistra più in generale, che non ha alcun interesse nella “parità di genere”, ma nella suoperiorità di quota, e subordina i diritti all’appartenenza politica.

Il direttore dell’Opéra Bertrand Rossi non ha accolto la protesta, sentenziando che “ occorre separare l’arte dalla politica, il nostro risolò è quello di favorire la libertà di espressione”. Questa volta fortunatamente si è scelto di non cedere alle pressioni di questi derelitti del tempo, di queste figure fosche che con la loro grettezza lottizzante uccidono la bellezza della cultura, la libertà indomabile dell’arte in tutte le sue forme.

Il Direttore Venezi non è soltanto un orgoglio italiano, ma un orgoglio della cultura europea,elemento che deve essere sfuggito ai sinistri di Nizza, ma è anche un baluardo nella difesa della bellezza della tradizione, del rispetto di forme e lineamenti che fanno della musica e del Teatro una boccata d’aria pulita in una società contaminata dalla mediocrità e dalla sciatterie dei costumi.