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In occasione del 43° Consiglio dei Ministri del 17 luglio si è discusso di due decreti legislativi riguardanti le Forze Armate italiane.

Il primo decreto è un semplice riassetto della legge n°46 del 2022. Il testo sostanzialmente modifica le disposizioni del Codice dell’Ordinamento Militare (COM) riconoscendo ai sindacati militari le competenze proprie degli attuali organi di rappresentanza militare.

Il secondo decreto è relativo alla disposizione in materia di revisione dello strumento militare ai sensi dell’articolo 9, comma 1, lettera a) e c), della legge n°119 del 2022, in cui si prevede un aumento della dotazione organica del personale in servizio nelle Forze Armate. Gli organici passerebbero da 150.000 unità, previsti dall’art.798 della legge n° 66/2010 (già modificato dalla n°244/2012), a 160.000 entro il 2034. L’aumento di personale è così suddiviso: 3.700 unità per l’Esercito, 3.250 per la Marina, 3.050 per l’Aeronautica.

Va precisato però che già la legge n°119/2022 aveva inserito in previsione, nel comma-1 lettera c), l’aumento di 10.000 unità organiche. Inoltre si evidenzia come tutto questo dovrà essere a “costo zero”, cioè realizzato <<entro i limiti di spesa compatibili con i risparmi conseguiti a seguito dell’attuazione del processo di revisione dello Strumento Militare>>. Tradotto significa che, se non ci fossero ulteriori investimenti, ci sarà un maggiore onere di spesa sulla voce “personale” (che rappresenta attualmente circa l’80% del totale della spesa) a scapito delle voci “esercizio” e “investimento”.

Il “Sistema Difesa” avrebbe bisogno di riforme più “coraggiose”, strutturali e sistemiche da parte di questo governo. Ad esempio ci sarebbe bisogno di una effettiva revisione della Difesa Civile, strumento utile ad assolve in parte la 4^missione assegnata ai nostri militari (Concorso e salvaguardia delle libere istituzioni e compiti per la pubbliche calamità), cosa che permetterebbe di liberare risorse umane occupate per questa incombenza. Inoltre una Difesa Civile alimentata tramite un principio del “vasi comunicati” con il Ministero della Difesa, avrebbe un duplice vantaggio: il primo è quello di dotare la stessa Difesa Civile di personale altamente qualificato proveniente dalle Forze Armate (in particolare quello troppo anziano per le attività operative), il secondo è quello di “svecchiare” il personale militare liberando posizioni da riempire mediante arruolamento di nuove leve.

Guardando esclusivamente il comparto Difesa, sarebbe urgente una revisione completa delle modificazioni relative alla legge n°66/2010 per effetto della n°244/2012, una legge concepita ai tempi della disastrosa spending review, in un periodo in cui il mondo e le esigente geo-strategiche nazionali erano molto differenti rispetto ad oggi.