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Su questa pagine quotidianamente randelliamo il politicamente corretto, le storture del moralismo contemporaneo, le deformazioni assunte dall’ideologia femminista. Lo facciamo in pieno spirito conservatore, con quella libertà e quell’essere controcorrente che sono principi cardine della nostra rivista. 

Con quello stesso spirito di libertà, dobbiamo però condannare senza indugio ogni forma di volgarità, e tutti quegli atteggiamenti lesivi della dignità umana e per noi che siamo anche conservatori, quei comportamenti inopportuni e inappropriati nei confronti del rispetto che si deve alle donne. 

Ciò che è accaduto durante la telecronaca del nuoto in Rai non è accettabile o giustificabile in alcun modo. Per questo la decisone dell’azienda di Viale Mazzini di sospendere i due telecronisti è stata non solo legittima, ma necessaria. 

La forza di condannare questi atti deve essere la stessa con cui ci opponiamo alle radicalizzazioni e alle accuse spesso infondate di sessismo che vengono mosse con finalità talvolta ben diverse dalle loro reali motivazioni. 

Quanto accaduto sulla tv pubblica non è sessismo, ma volgarità, mancanza di rispetto, assenza di professionalità, ragion per cui ci si domanda su quali basi simili soggetti possano essere stati selezionati per commentare le competizioni di nuoto. Anche perché – cosa più grave ancora – le battute non possono essere considerate frutto del momento, ma peggio ancora una modalità di comportamento che sicuramente si sarà palesata in altri casi e forse “miracolosamente” per i protagonisti passata inosservata. 

Punire casi come questo, si fonda anche sulla capacità di discernere i fatti gravi come questo, da eventi che vengono mediaticamente  ingigantiti ad arte.