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Domenica 16 luglio il quotidiano di Manchester con sede a Londra, “The Guardian”, uno di quei giornali dalle cui labbra pende la sinistra italiana, sol perché inglese, pubblicava un pezzo durissimo contro il nostro paese. Firmato da Tobias Jones e titolato: “Tutte le vittime donne sono bugiarde”, avventurandosi con il tipico aculeo avvelenato della stampa perbenista in salsa anglosassone in una sequela infinta di stereotipi ormai incancreniti. 

Il tema è quello drammatico delle violenze sessuali, ma come spesso accade quando lo scopo è ideologico, viene affrontato seguendo una traccia pregiudizievole e fallace. Secondo quanto scrive Jones il nostro sarebbe un paese “radicalmente sessista”, con un “sessismo” appunto talmente radicale da essere “sistematico , politico, culturale”.  Poi ovviamente vengano sapientemente elencati i casi di violenza e le reazioni che esse hanno suscitato. Dal caso del bidello che ha palpato la studentessa ma è stato assolto perché la durata della palpata è stata ritenuta dal giudice inferire ai 15 secondi, al caso delle accuse al raduno degli Alpini, passando per le vicende dei figli minori di Grillo e La Russa. 

Tutti i casi in cui secondo l’interpretazione del giornalista albionico  nel nostro paese le vittime avrebbero subito una sorta di damnatio, mentre i carnefici invece, una volta scemata l’attenzione mediatica sono rientrati alla loro vita normale. 

Certo l’assoluzione del bidello e i fatti, occorsi dopo la stesura del pezzo – su cui abbiamo scritto anche noi – delle allucinanti frasi pronunciate durante la telecronaca dei mondiali di nuoto non trasmettono certo un immagine edificante del nostro paese e dei suoi costumi, ma da qui ad essere un paese “ radicalmente sessista” ne passa di acqua sotto i ponti e anche molta. 

Anche perché una delle colpe che viene attribuita dalla ricostruzione del “The Guardian” su di noi è quella di dubitare delle vittime. Premesso che ad oggi – basta essere appassionati di serie crime – per sapere che è facile accettare se una donna abbia o meno subito violenza è altresì vero che il dubbio è il fondamento della verità basata sui fatti e dunque l’anticamera della giustizia. Se prendessimo tutto per oro colato quanti avrebbero subito la gogna per violenze mai avvenute? Tanti. 

Esiste nel nostro paese la presunzione di innocenza, elemento non proprio secondario in uno stato di diritto, al di là di questo confine vi è solo il linciaggio ma quella non è giustizia.  Spiace che il dubbio non attraversi minimamente la mente di un quotidiano inglese, della “civilissima” Gran Bretagna, e sopratutto patria del “Common Law”. 

Sappiamo bene che il radicalismo raggiunto nei paesi anglosassoni è oramai di proporzioni difficilmente immaginabili, ma è anche vero che dubitare non vuol dire non credere alle “presunte” vittime, ma accertate com oggettività i fatti. 

Ma per comprendere a fondo la poca oggettività del pezzo e la sua strumentalità basta arrivare al nocciolo della questione, o meglio la ragione che sta alla base – secondo Tobias Jones – di questo carattere sessista che pervade l’uomo italico e de relato tutto il paese. Di chi poteva essere la colpa? Ovviamente di Berlusconi. Infatti questi comportamenti e atteggiamenti sono il risultato di anni di berlusconismo, battute sulle donne “puttane” – cosi recita il pezzo (n.d.r.) – frutto di una linguistica sessuale che potesse essere ignorata con impunità. 

In verità si tratta dell’ennesima e tipicamente anglosassone raccolta di stereotipi culturali e macchiettistici su un tema delicato e di enorme sensibilità. Chi violenta le donne deve essere perseguito senza pietà, ma bisogna accertare con oggettività le condotte e le responsabilità. Basta la denuncia? Si per perseguire, ma per accertare la verità serve oggettività, perché la giustizia e la superficialità non percorrono la stessa strada. 

Il nostro per dirla con le parole di De Crescenzo può essere definito un “popolo d’amore”, rispetto alla Gran Bretagna “ popolo di libertà”, ma amare significa prima di tutto rispettare le donne, ed il corteggiamento tanto indicativo nel mito dell’uomo italiano è cosa ben diversa dalla violenza. Siamo il polo della poesia, delle liriche  e delle serenate, non dello stupro. Tobias Jones del nostro paese non ha capito nulla, cosa anche questa tipicamente inglese.