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CAMPIDOGLIO A SOSTEGNO DI PATRICK ZAKI POSA DEL VOLTO SU PALAZZO NUOVO DISEGNO RITRATTO

L’attivismo in politica estera di Giorgia Meloni ha portato due importanti risultati.

Il primo relativo al caso Patrick Zaki è sia una vittoria interna per Meloni sia un indicatore dei buoni rapporti bilaterali Italia-Egitto. É un vittoria interna perché ha “sparigliato” le carte nella battaglia politica per la liberazione dello studente italo-egiziano (a seguito della grazia del presidente Abdel Fattah al-Sisi) che la sinistra italiana da anni s’intestava senza però riuscire a concretizzarla nella scorsa legislatura, quando al governo c’era proprio il PD e Fratelli d’Italia era all’opposizione. Inoltre è un indicatore dei buoni rapporti con l’Egitto dopo la crisi diplomatica aperta con il caso Regeni. Meloni infatti è il primo Premier italiano che dopo 7 anni dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni ha messo piede in Egitto. Seguono ben 2 visite del ministro degli esteri Tajani con al centro trattative molto pragmatiche: relazioni economiche, Difesa, approvvigionamenti energetici. Proprio in questo ultimo settore il protagonista è sempre l’ENI, la nostra seconda Farnesina, che ha annunciato importanti investimenti nel Paese Africano.

Il secondo grande risultato Meloni lo porta a casa con l’accordo UE-Tunisia, la cui regia è stata gestita interamente dalla Premier. Tre i viaggi in questo Paese e numerosi gli incontri bilaterali in cui sono stati coinvolti i rispettivi canali diplomatici che hanno portato all’importante accordo per il contrasto all’immigrazione clandestina. Proprio questo fenomeno rischia di costare caro al governo di destra-centro già alle prese con la campagna elettorale per le elezioni europee 2024 (300% in più rispetto al primo trimestre dell’anno scorso). I fondi europei daranno un pò di respiro alle vuote casse tunisine che non trovano “conforto” nel Fondo Monetario Internazionale (FMI), il quale dovrebbe fornire aiuti per circa 1 miliardo di euro ma a fronte di garanzie da parte del presidente Saied di un maggiore rispetto dei diritti umani (diktat a cui non vuole cedere).

Se volessimo trovare un “difetto” in questi successi dovremmo scrivere proprio della poca attenzione ai diritti umani, ma si sa: “l’ottimo è spesso nemico del bene”.