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ANGELO BONELLI DEI VERDI

Qualche giorno fa, in Italia, si è verificata l’ennesima sparata dal fronte degli ambientalisti italiani. Quest’ultimi, però, non sono forse più degni di essere definiti in simile maniera. Ambientalisti siamo tutti noi. Ambientalisti sono anche coloro che non votano a sinistra, o comunque che non votano i verdi. Ambientalisti sono tutti coloro che pongono una buona dose di attenzione nei confronti dell’ambiente che ci circonda. Se però iniziamo a fare una classifica tra chi è più ambientalista e chi meno, allora entriamo in una pericolosa spirale dalla quale se ne esce con una condanna di negazionismo climatico. Come appunto qualche politico tenta di introdurre…

Andiamo ai fatti. Pochi giorni fa il leader dei Verdi italiani, Angelo Bonelli, pur di avere qualche riga di agenzia e di giornale che parlasse delle sue gesta, ha anticipato la presentazione di una sua proposta di legge per introdurre il “reato di negazionismo climatico”. Qualcuno potrebbe passarci sopra, facendosi una semplice risata. Altri ancora potrebbero addirittura essere d’accordo con questa iniziativa parlamentare. Ma, attenzione, non possiamo non vedere il rischio dietro a tutto ciò. È dir poco pericoloso accettare che qualcuno voglia far tacere altri perché fa considerazioni sul clima e più precisamente sul cambiamento climatico diverse rispetto ai dogmi ambientalisti. Bonelli, rappresentante di tutti i cittadini italiani, ha testimoniato, senza problemi, che introdurrebbe un vero e proprio reato di opinione. Forse il leader dei verdi non ricorda l’art. 21 della nostra Costituzione, tanto decantata soprattutto a sinistra, che sancisce il “diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. È ormai chiaro a tutti, quindi, che l’ambientalismo nostrano, ma anche quello che si annida tra i vertici europei, è sempre più dogmatico e non accoglie nel dibattito nessuna idea o proposta che non si allinei perfettamente all’ideologia ambientalista.

Davanti a questa ennesima follia, però, forse l’opinione pubblica non ha reagito nella giusta maniera. Non si può rimanere in silenzio davanti a un parlamentare della Repubblica che liberamente sostiene la necessità di introdurre un reato di opinione. Allora, domani qualcuno potrebbe prevedere il reato di negazionismo artistico, che colpirebbe le persone che, ad esempio, ritengono il Colosseo, o altri monumenti italiani, delle schifezze. Arrivare, in nome del clima, a prevedere dei reati di opinione è il punto più basso, pericoloso e disonorevole al quale questo ambientalismo ideologico poteva arrivare.