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Dott. Bernaudo, alcuni giorni fa (25 luglio) lei ha proposto un referendum per lo stop alla nuova ZTL, designata dal Sindaco Gualtieri, nella fascia verde di Roma Capitale. Da dove nasce questa iniziativa, e cosa accadrà a novembre per entrare nella fascia verde?

La decisione assunta dal sindaco Gualtieri di bloccare la città fino alle estreme periferie, inibendo l’accesso a tutte le automobili fino a quelle euro 4, è una decisione di una prepotenza assoluta, totalmente inutile, velleitaria e che colpisce soprattutto i cittadini delle periferie. I cittadini probabilmente meno abbienti, insomma tutti quelli che si devono alzare la mattina e devono lavorare per vivere, contrariamente ad altre famiglie più fortunate e che magari abitano in centro storico. Roma è una città al momento nauseabonda, il problema dei rifiuti non è stato risolto, il problema dei trasporti non è stato risolto, si parla di fare un termovalorizzatore ma non se ne vede traccia. Durante la campagna elettorale, noi abbiamo proposto di dotare Roma di quattro termovalorizzatori, sul modello di Copenaghen. Quattro perchè Roma è una città molto grande, uno non basta. Di tutto ciò che riguarderebbe l’amministrazione ordinaria di una città non se ne parla. La raccolta dei rifiuti, ad esempio, viene lasciata attualmente all’Ama, una municipalizzata, che ha fatto fatica a pubblicare i bilanci negli anni precedenti ed è nota in tutta Italia per l’assenteismo e per vari scandali. I trasporti, altro tema, sono anch’essi ancora gestiti da Atac, il che grida vendetta. Lasciamo gestire i trasporti di una città come Roma ad una società che ha tre miliardi e mezzo di debiti, dotata do un parco auto totalmente vetusto con autobus che prendono fuoco. L’Unione Europea chiede all’Italia di fare le liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, quindi di mettere a gara la gestione dei servizi per far concorrere le migliori eccellenze del privato sotto il controllo dell’amministrazione, ma ciò non viene fatto. Quando in altri casi “lo dice l’Europa”, si lascia invece che questi servizi vengano mal gestiti in modo vergognoso da società che oggi non sono più al servizio dei cittadini ma sono i fortini dei partiti politici. Il sindaco Gualtieri di fronte a questo disastro che è la Capitale italiana, invece che intervenire, ha avuto la mirabolante idea di mettere in croce i romani.

Il Sindaco Gualtieri dice, però, di aver tradotto, nella delibera, le prescrizioni dell’assessorato all’ambiente della Regione Lazio dello scorso 25 ottobre, quindi della precedente Giunta. Rispetto a questo lei crede che un referendum potrebbe influire nella rimodulazione della normativa?

Premesso che il rimpallo tra amministrazioni è un altro fatto vergognoso, noi auspichiamo che essendo cambiata la giunta Regionale, che ora è una giunta a trazione destra-centro mentre l’altra era centro-sinistra e 5 stelle, che questa giunta si metta di traverso rispetto a questa decisione di Gualtieri; altrimenti non si capisce dov’è la maggioranza e dov’è l’opposizione su questa roba qui. Il referendum è importante perché spariglia le carte. Il referendum è uno strumento di democrazia diretta fondamentale che contrariamente ad altre formule che stanno adottando in questo momento anche altre nobilissime associazioni, cioè quelle delle petizioni, delle manifestazioni, iniziative che si rivolgono all’assemblea capitolina, noi invece vogliamo rivolgerci ai cittadini romani. Vogliamo utilizzare uno strumento di democrazia diretta, cioè il referendum consultivo per porre ai romani il seguente quesito, ovviamente un pochino più elaborato ma non è questa la sede per leggerlo tutto. In sintesi il quesito dice ai romani ” per limitare le emissioni di co2 voi ritenete che sia necessario fare quello che ha previsto Gualtieri, cioè inibire in tutta Roma il transito alla auto non in linea con i requisiti, perchè la nuova ztl prevista da questo sindaco riguarda tutta Roma e i varchi ci sono nelle estreme periferie della città e questa è una follia, oppure si può intervenire in modo diverso, con interventi più mirati”. Questo è il quesito, molto semplice, molto scarno, dove non c’è nessuna considerazione di carattere politico. Noi altri partiamo dal presupposto che queste conclusioni a cui si è arrivati in Europa ma che partono da lontano, siano delle conclusioni inutili, anti economiche, utopistiche, che destabilizzano l’economia, distorsive per il mercato e che non risolvono il problema

Questi provvedimenti hanno secondo lei un carattere ideologico? Rientrano nellambito della cosiddetta transizione ecologica” imposta dallEuropa?

Certo che si, l’Europa nel mondo si sta facendo alfiere, ed è l’unico continente a farlo, della conversione all’elettrico, cosa totalmente utopistica. I problemi energetici si possono risolvere con le mini centrali nucleari, si potrebbe risolvere il problema delle emissioni di co2 attraverso sistemi di accumulo e solidificazione, non destabilizzando la vita delle persone e distruggendo intere filiere economiche. La deriva a cui sta arrivando, a cui è arrivata l’Europa e che a cascata sta coinvolgendo tutti gli stati, è arrivata anche qui a Roma. Quindi noi pensiamo di risolvere, in una Roma che è dal punto di vista ambientale uno scandalo mondiale, i problemi di questa città distruggendo la vita di centinaia, di migliaia di famiglie che non hanno una macchina moderna, che non possono permettersi una macchina moderna e che per vivere devono circolare e lavorare. Gli si sta facendo un infame ricatto. Questa è la realtà della situazione, dopo di che siamo tutti preoccupati dei temi ambientali. Qui non ci sono da un lato gli ambientalisti e da un lato quelli che se ne fregano. Qui c’è da un lato una politica stolta, miope, che vuole risolvere i problemi ambientali colpevolizzando i cittadini attraverso vincoli, divieti e obblighi assurdi, dall’altra parte c’è chi pensa che bisogna utilizzare nuove tecnologie per la produzione di energia. Ad esempio, su Roma una battaglia per l’ambiente è quella appunto della raccolta dei rifiuti, oltreché un sistema di trasporti più efficienti. Le pare possibile che in una città che è gigantesca dal punto di vista della sua estensione ci siano soltanto tre linee di metropolitana, oltretutto scassate, che funzionano male e molto spesso proprio non funzionanti. Con un un sistema di trasporti che grida vendetta e un sistema raccolta rifiuti che fa pena e ci fa vergognare in tutto il mondo. Mentre per Gualtieri la soluzione ambientale per Roma è chiudere la città… Chiudere la circolazione fino alle estreme periferie della città. Io capisco la pedonalizzazione di Piazza del Popolo, l’altro giorno mi dicevano che c’è l’idea di pedonalizzare Via della Conciliazione, strada che porta al Vaticano, ecco quella potrebbe essere una cosa, dal punto di vista estetico, molto bella, perchè Via della conciliazione apre un abbraccio alla Piazza del Vaticano e quindi il fatto che sia diventata un parcheggio, dal punto di vista estetico, non è il massimo. Questi sono i provvedimenti mirati e puntuali che servono a dare lustro alla città. Chiudere Roma a ridosso del raccordo anulare con i varchi vuol dire avere dentro la testa un estremismo, un fanatismo e l’obiettivo, anche mal celato, di impedire ai romani di poter utilizzare un mezzo privato. C’è proprio un’istanza, che proviene da questi personaggi, autoritaria, illiberale, che vuole renderci tutti meno liberi di circolare su mezzi privati e ci vuole costringere ad adottare scelte che magari uno non vorrebbe adottare. Mi spiego meglio: se in una città funzionassero i servizi di trasporto pubblici in maniera ultra efficiente, non ci sarebbe bisogno di nessun vincolo, non ci sarebbe bisogno di nessun obbligo, non ci sarebbe bisogno di mettere le telecamere, di controllare le persone, perché le persone spontaneamente deciderebbero di risparmiare, visto quello che costa oggi, soprattutto in Italia grazie alle accise e alle tasse, il carburante. Sceglierebbero magari un mezzo pubblico, ma un conto è essere liberi di scegliere in una città efficiente e che funziona di prendere un mezzo pubblico, un conto è essere obbligati da dei fanatici che al contrario di essere democratici, stanno mettendo in atto delle ordinanze autoritarie, che davvero gridano vendetta. Quindi a questo punto visto che il sindaco Gualtieri si fregia di essere un democratico, sentiamo cosa dicono i romani.

Senta abbiamo già accennato all’impatto che questo potrebbe avere sulle famiglie meno abbienti, per le quali permettersi lingente esborso economico necessario a cambiare autovettura, potrebbe essere davvero un problema. Lei è stato il nome espresso, come candidato sindaco di Roma, dalla lista Liberisti Italiani alle passate elezioni comunali, quindi proprio come possibile alternativa a Gualtieri. Documentandomi sul suo programma la gestione dei servizi pubblici a Roma era uno dei focus. Le domando, quindi, come la vostra proposta avrebbe secondo lei potuto migliorare la questione trasporti e, di riflesso mi viene da pensare, viabilità a Roma?

Lei tenga conto che è una persona estremamente informata, eppure lei non conosceva il nostro programma, quindi questo le dovrebbe già aprire gli occhi sul livello di democrazia che c’è in Italia. La partita per il sindaco di Roma non è stata una partita democratica, è stata una partita a 4. Ad un certo punto si è creata una situazione in cui c’erano soltanto 4 candidati: il signor Michetti per il centro destra, il signor Gualtieri per il Partito Democratico, il signor Calenda che è stato pontificato in mondo visione per un anno intero, candidato unico, sindaco di Roma con favore di tutti i media mondiali, e poi la signora Raggi che era il sindaco uscente. In realtà in quella competizione c’erano 22 candidati a sindaco, però in realtà 18 candidati sono stati fatti fuori e nessun romano, non lei, conosceva le alternative. Nel mio caso, tranne i miei amici e i miei parenti che poi mi hanno votato e anche qualcun altro che siamo riusciti a raggiungere con fatica e io li ringrazio ancora, nessun altro sapeva della mia candidatura. Non erano ignari del mio programma, ma della mia esistenza. Quindi, fatta questa premessa di un deficit vergognoso di democrazia presente in Italia, per quello che riguarda il programma, il nostro programma era un programma semplice. Guardava alle best practice internazionali ed era, per una volta, anche aderente alle direttive europee perchè mettere a gara i servizi pubblici locali è una precisa direttiva europea. Quindi noi abbiamo questi signori democratici che quando gli fa comodo, perché la loro ideologia eco nazista li porta a voler dirigere, comprimere le libertà  e arrivare al teorema per cui due terzi delle macchine non devono più esistere a Roma, si dichiarano in linea con le direttive Europee, come in merito alla conversione all’elettrico e tutte queste congetture che secondo loro risolverebbero il problema dell’ambiente. Quando si tratta invece di liberalizzare i servizi pubblici locali come richiesto dall’Europa, allora li trasgrediamo. Continuiamo ad andare avanti con i fortini dei partiti, le municipalizzate. Il nostro programma avrebbe rivoluzionato la città. Lei provi solo ad immaginare che i libri della società municipalizzata Ama e i libri della società municipalizzata Atac, per noi, dovevano essere portati in tribunale perché quelle aziende sono aziende decotte. Si sarebbero dovute fare le gare, mettendo in competizione le migliori eccellenze del privato, ovviamente sotto rigido controllo dell’amministrazione. Sarebbe stato un cambiamento di paradigma della logica politica: la politica non deve gestire i servizi ma deve controllare i privati che vincono le gare. Una concezione completamente diversa rispetto a quella che c’è stata in Italia fino a questo momento. Non ce l’hanno fatto fare, non ce l’hanno proprio fatto presentare ai romani. Siamo stati noi i primi a parlare di termovalorizzatore a Roma sul modello di Copenaghen, però non ne prevediamo uno. Ripeto che Roma è una città immensa dal punto di vista dell’estensione e quindi servirebbero quattro termovalorizzatori più piccoli da posizionare nei quattro punti cardinali della città, senza guardare in faccia nessuno. Il termovalorizzatore 4.0, sullo schema di quello che c’è a Copenaghen, non rilascia odori, non rilascia emissioni di alcun tipo, è assolutamente ecologico, si occupa anche in parte del riciclo e della differenziazione, togliendo  quindi anche parecchi oneri ai cittadini, perché noi ci troviamo in una situazione dove, differenziamo e  poi viene  buttato tutto in un unico calderone. Siamo in una situazione dal punto di vista ambientale ridicola, assurda, quel termovalorizzatore a Copenaghen è diventato un simbolo della città, i cittadini gli vogliono bene, anche perché produce energia, generando grandi risparmi per tutti. Queste sono le cose che deve fare Gualtieri. Il sindaco di Roma deve cambiare il paradigma amministrativo di questa città, liberandola dal gioco del controllo politico e facendo buona amministrazione, senza dimenticarsi di occuparsi dell’ordinario. Quando invece un sindaco si vuole occupare di clima, perché è in nome del clima che avvengono queste cose, lei capisce che ci troviamo di fronte ad un mostro ideologico, perché sul clima ci capiscono poco persino gli scienziati, quindi mettere in croce i romani in nome del clima, noi lo riteniamo un atto autoritario, illiberale, inutile e velleitario. Ci sono tante cose di cui si può occupare il sindaco di Roma. Che se ne occupi… noi vogliamo interpellare i romani!

Secondo lei cosa voterebbero i romani a questo referendum?

Secondo me, bisognerà vedere la risposta mediatica, perchè tranne voi di Nazione Futura, e l’altro giorno l’Ansa, ancora la proposta non è attenzionata. Innanzitutto bisogna creare un’organizzazione tale che si possano raccogliere firme sulla proposta di quesito e successivamente sul referendum. Vediamo i media come e se seguiranno questa nostra idea, perchè parte tutto da lì. Dopo di che noi abbiamo già aperto a tutti perchè non vogliamo intestarci questa battaglia, vogliamo fare qualcosa per Roma, per cui chiamiamo all’adesione tutti i comitati che stanno raccogliendo le firme su petizioni, vogliamo aprire all’adesione anche dei partiti politici che si oppongono a Gualtieri su questa roba, vogliamo aprire a tutti! Aspettiamo anche le persone che hanno votato Gualtieri, magari nelle periferie pensando di votare a sinistra, seguendo il luogo comune che la sinistra è più vicina ai ceti deboli, perchè io spero che in questo momento queste persone abbiano aperto gli occhi. Noi gli occhi li abbiamo aperti da tempo e da tempo sappiamo che la sinistra italiana non si occupa più dei più deboli ma solo delle elitè. Io spero che con questo provvedimento che mette in croce i romani, soprattutto quelli meno abbienti, tanta gente che ha votato a sinistra, corra da noi, con noi, per cercare di fare questo referendum e fermare la ztl. La mia stima è che, se i mezzi di informazione seguiranno la vicenda, se ci sarà partecipazione, ci sarà un plebiscito contro questa delibera.