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“La Terra si surriscalda…ma non hanno senso i catastrofismi, il terrorismo psicologico e la distruzione del tessuto sociale: il pianeta non rischia nulla”.

Queste, in parole povere, le riflessioni espresse da Jim Skea, nuovo Presidente IPCC (l’agenzia ONU responsabile del controllo sul clima).

Parole che invitano ad aver cura dell’ambiente, ci mancherebbe il contrario, e, in ugual modo, a porre un freno a persone e personalità che, palesando forti disagi sociali indotti da una propaganda a senso unico, trasudano ecovandalismo, cercano di influenzare in modo folle l’opinione pubblica, attuano misure di smantellamento del tessuto sociale.

Parole importanti perché giungono dall’ONU, punto di riferimento degli stessi attivisti per i diritti di qualsiasi cosa che fosse utile a dare un senso alle loro esistenze: non meravigliamoci se domani, proprio loro, sentendosi traditi, dovessero arrivare ad accusare l’ONU di complottismo, fascismo e negazionismo climatico, termini utilizzati in modo grossolano e senza un minimo collegamento tra significato e significante.

Parole importanti perché giungono pochissimi giorni dopo l’imbarazzante intervento di un’attivista per il clima al Giffoni Film Festival, indimenticato debutto dell’ecoansia nel panorama mainstream italico.

L’ONU taglia corto: ognuno nel suo piccolo compia quei gesti quotidiani di cittadinanza responsabile, prevenendo forme inutili di inquinamento. Sarebbe già più di quel che si fa oggi.

Ecoansiosi, ecovandali, ecoterroristi, gretini, ultimagenerazionisti, politici della distruzione sociale e fessi vari, invece, la smettano di fare terrorismo psicologico: oltre che creare un clima di negatività estrema, rischiano, a ragione, di passare per mistificatori.