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ROBERTO SPERANZA POLITICO
Così d’un tratto, inaspettatamente, tornano sui giornali gli articoli dedicati al Covid. Ma non si tratta di articoli nelle ultime pagine o in piccoli trafiletti. Repubblica apre con “Autunno Covid” e La Stampa con “Il Covid rialza la testa”… finito lo spauracchio Vannacci, torna in auge l’allarmismo Covid. Andiamo a vedere perchè la stampa italiana (una parte di essa, in realtà) ha riadottato quell’atteggiamento psicologicamente violento nei confronti dei cittadini utilizzato durante la pandemia. Nell’ultima settimana, il bollettino del Ministero della Salute ha calcolato in 21.316 i positivi, con un incremento di 6500 unità rispetto al periodo 24-30 agosto. Apriti cielo… Repubblica & Co. hanno già avviato la campagna mediatica pro-chiusure. Sembra strano che ai lettori di alcuni giornali faccia piacere leggere articoli in cui si parla del ritorno del pericolo Covid e delle restrizioni liberticide che abbiam vissuto grazie a Speranza e Conte. La nostra intenzione non è chiaramente quella di dire “non bisogna parlare di Covid”. Non siamo negazionisti e ben ricordiamo le vittime della pandemia. Siamo, però, stanchi di questo modus operandi, di una stampa che eleva il pericolo in assenza del pericolo stesso, di una stampa che incute terrore tra i cittadini pur di vendere una copia in più. Il Ministero della Salute ha richiesto “attenzione e misure di prudenza”, mentre l’Unione Europea è tornata a parlare di “vigile attesa”. La prudenza, la vigile attesa… sembra di tornare in un batter d’occhio al periodo pandemico. Al mondo giornalistico e mediatico non ci permettiamo di dare suggerimenti. Alle istituzioni, in particolare quelle italiane, invece sì. Pretendiamo che un governo di centrodestra non torni mai più all’attuazione delle norme liberticide imposte da Speranza. Ma non siamo gli unici a vedere in questi ultimi giorni un inutile e dannoso allarmismo. Carlo Signorelli, professore di medicina preventiva alla Vita-Salute del San Raffaele, intervistato oggi da Libero ha dichiarato che “l’allarmismo, in questa fase, non ha senso”. Non siamo gli unici, quindi, che chiedono meno allarmismo. L’importante, però, è che al governo nessuno pensi di tornare ad applicare lockdown e green pass.