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MARINE LE PEN DEPUTATA DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA FRANCIA

Marine Le Pen è stata invitata a Pontida da Matteo Salvini. Si tratta del primo ospite non iscritto alla Lega a salire sul palco della città bergamasca. Per l’occasione, la leader del Rassemblement National ha presentanto la sua Dichiarazione dei popoli e delle nazioni. In esclusiva italiana, eccola a voi!

Art. 1: Dignità e uguaglianza

Ogni Nazione costituisce una legittima comunità naturale, essenziale per l’organizzazione delle comunità umane, per l’armonia dei popoli e quindi per la pace tra gli uomini. Il rispetto e la permanenza delle Nazioni contribuiscono alla tranquillità e alla stabilità del mondo. Tutti i popoli e le nazioni sono uguali in dignità e diritti. Nessun popolo o nazione deve essere sottoposto a stigmatizzazione, discriminazione, oppressione o emarginazione a causa dell’origine etnica dei suoi componenti, delle sue religioni, delle sue scelte politiche, economiche e sociali, della sua lingua e cultura o di qualsiasi altra caratteristica intrinseca.

Art. 2: I diritti naturali inalienabili

Lo scopo di ogni associazione politica, nazionale o internazionale, è la conservazione dei diritti naturali e inalienabili dei popoli e delle nazioni. Questi diritti sono la sovranità, compresa la libera determinazione della loro organizzazione costituzionale e territoriale, la libertà, la sicurezza interna ed esterna, il rispetto della lingua, della cultura e dell’identità e la legittimità della loro continuità storica.

Art. 3: La sovranità

Tutti i popoli hanno il diritto di definire e preservare la propria identità, compresa quella giuridica, storica, culturale, linguistica e religiosa. Ogni Nazione costituita in Stato è sovrana. Nessuna entità di qualsiasi tipo, oligarchica, finanziaria, istituzionale o sovranazionale, pubblica o privata, ha il diritto di prendere decisioni a suo nome. Gli Stati determinano liberamente gli elementi del loro status politico, in particolare il loro status costituzionale, economico, sociale e culturale, e perseguono il loro sviluppo secondo la propria volontà e senza alcuna interferenza esterna. Gli Stati sono liberi di determinare le norme che regolano la devoluzione e l’acquisizione della loro nazionalità e della cittadinanza ad essa collegata.

Art. 4: La Libertà

La libertà delle Nazioni costituite è inalienabile, salvo il loro diritto di rinunciarvi in modo esplicito e solenne, debitamente espresso e accertato con i mezzi democratici più appropriati. Il principio di libertà autorizza le Nazioni a disporre di se stesse all’interno dei propri confini, a determinare i propri interessi fondamentali e a stabilire i limiti di qualsiasi tipo di cooperazione.

Art. 5: Difesa degli interessi vitali

Il diritto internazionale, le norme stabilite dalle organizzazioni internazionali e le decisioni dei tribunali internazionali non possono superare i limiti fissati dalle norme e dalle convenzioni che le istituiscono, né contravvenire al principio della legittimità delle decisioni degli Stati prese nel proprio quadro costituzionale, né negare agli Stati il diritto di difendere i propri interessi vitali, salvo nel caso di violazione dell’integrità di un altro Stato vietata dalla Carta delle Nazioni Unite.

Articolo 6: Diritto nazionale

All’interno delle frontiere riconosciute, sulle quali hanno un controllo effettivo con tutti i mezzi che ritengono appropriati, le nazioni e i popoli decidono e attuano le proprie norme giuridiche nazionali, che sono loro proprie e che risultano dalla loro legittima volontà espressa direttamente o attraverso i loro rappresentanti. Possono anche decidere che alcune norme di diritto internazionale, o norme stabilite da organizzazioni internazionali, siano applicabili sul loro territorio, alle condizioni e nei limiti che possono liberamente determinare nel loro ordinamento costituzionale. Nessun Stato può, al di fuori delle sue frontiere nazionali, costringere legalmente o intendere amministrare persone fisiche o giuridiche che sono cittadini di un altro Paese, in nome di una pretesa extraterritorialità della sua legge, a meno che non sia basata su una reale fedeltà di tali persone nei suoi confronti o sul loro libero consenso.

Art. 7: La sicurezza

Le nazioni hanno diritto alla sicurezza interna ed esterna. Tutte le nazioni e i popoli hanno il diritto di vivere in un ambiente di pace e sicurezza, libero da intimidazioni, minacce, aggressioni o guerre. La risoluzione pacifica dei conflitti e il rispetto dei diritti delle nazioni e dei popoli contribuiscono al mantenimento della pace e devono quindi essere perseguiti in ogni momento. Nessuno Stato può essere sottoposto da un altro Stato o da una coalizione di Stati a pressioni, coercizioni di qualsiasi tipo o interventi esterni, anche nel caso di proprie violazioni del diritto delle Nazioni Unite. Gli impegni di destabilizzazione esterna da parte di Stati, gruppi di Stati, organizzazioni internazionali o entità non statali nei confronti di Nazioni sovrane violano i principi del diritto internazionale sanciti dalla comunità delle Nazioni. Gli Stati o le entità colpevoli di interferenze o di interventi non legittimi o di aggressioni armate sono soggetti all’opposizione, alle ritorsioni, alle sanzioni e, se necessario e come ultima risorsa, all’intervento militare della comunità internazionale. Le regole del diritto internazionale si basano sul principio delle legittime aspettative.

Art. 8: L’indipendenza nazionale

Le norme di diritto internazionale, scritte o non scritte, non possono in alcun modo influire sulla capacità di una Nazione di prendere le proprie decisioni in materia di politica estera e di difesa, di determinare il proprio quadro costituzionale, l’integrità del proprio territorio nazionale, l’organizzazione dei propri poteri pubblici a livello nazionale e locale, la determinazione dei valori della sua società e l’indipendenza e l’imparzialità del suo sistema giudiziario, così come il dovere di garantire alla sua popolazione l’accesso ai mezzi di sussistenza come l’acqua e il cibo, la salute, l’energia e le conoscenze di base. Le norme del diritto internazionale non sono mai superiori a quelle del diritto costituzionale interno di uno Stato, a meno che esso non lo accetti espressamente attraverso disposizioni costituzionali adottate a tal fine; ogni Nazione può sempre decidere liberamente di modificare tali norme costituzionali. Gli Stati hanno sempre il diritto di recedere dai loro impegni internazionali e, in particolare, il diritto di uscire da un’organizzazione internazionale, come un’associazione di Stati che hanno deciso congiuntamente l’esercizio di determinate competenze, e di chiedere la modifica delle sue regole istituzionali, per quanto li riguarda, esercitando un diritto di opzione.

Art. 9: L’identità

Tutti i popoli e le Nazioni hanno il diritto di preservare, sviluppare e trasmettere alle generazioni future, attraverso misure appropriate, la loro cultura, la loro lingua, le loro tradizioni, i loro costumi, il loro ambiente naturale e i loro paesaggi e, più in generale, il loro patrimonio materiale e immateriale.

Art. 10: Il rispetto delle caratteristiche nazionali

Nessuna Nazione potrà essere tormentata per le sue scelte religiose o filosofiche, per i suoi particolarismi, per le sue decisioni democratiche o per le sue alleanze o impegni esterni in conformità con la Carta delle Nazioni Unite.

Art. 11: La libera circolazione delle idee

Nessuna organizzazione o giurisdizione internazionale e nessun altro soggetto pubblico o privato ha il diritto di impedire o proibire la libera circolazione delle idee e il dibattito pluralista, o di cercare di imporre le proprie scelte limitando la libertà di espressione, informazione o comunicazione.

Art. 12: Consenso alla risoluzione pacifica delle controversie

Le Nazioni sono libere di definire il quadro politico o giuridico per la soluzione pacifica delle controversie che possono sorgere tra loro.

Art. 13: Consenso ai contributi pubblici

Le Nazioni sono libere, nei confronti dei loro cittadini, dei non cittadini e delle persone giuridiche sotto la loro autorità territoriale, di imporre tasse e di decidere altri contributi pubblici comuni necessari per il finanziamento dell’azione pubblica. Nessuna organizzazione esterna può legittimamente imporre loro contributi o partecipazioni indebite, in qualsiasi forma.

Art. 14: Diritto al progresso

Tutti i popoli e tutte le nazioni hanno il diritto di cercare e perseguire uno sviluppo che garantisca una migliore qualità di vita per tutti attraverso il progresso economico, scientifico, tecnico, ambientale, educativo e sociale.

Art. 15: Cooperazione

Gli Stati hanno il diritto di cooperare tra loro, in particolare per promuovere la legittima difesa dei rispettivi interessi nazionali o per sviluppare la propria civiltà. La cooperazione leale è un dovere quando si lavora per la pace e la sicurezza nel mondo.