Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

MATTEO PIANTEDOSI MINISTRO, MATTEO SALVINI MINISTRO, GIORGIA MELONI, ANTONIO TAJANI MINISTRO

E i partiti posizionati all’opposizione del governo Meloni che faranno? Verrà da chiedersi leggendo sopra… è una domanda pertinente al contesto politico che il nostro paese sta attualmente vivendo, ma un’opposizione tale nel medio-lungo periodo non preoccupa a Meloni e soci. 

Quindi, concentriamoci appunto su chi tutt’ora sta guidando l’Italia. Tra difficoltà, errori, traguardi raggiunti, tutto sommato, a mio avviso, non sta scontentando nemmeno alcuni a sinistra l’operato del governo. Non siamo qui a tesserne le lodi. Piuttosto, siamo proprio dall’altra parte, con chiaramente lealtà e sincerità, come abbiamo sempre fatto nei confronti di tutti.

Le elezioni a cui ci stiamo avvicinando, vale a dire quelle europee, alla fine è probabile che confermeranno i risultati del 25 settembre. Però tutti e tre i partiti di maggioranza hanno – nel corso di questi mesi – affrontato momenti significativi. Soprattutto provenienti da sussulti intrapartitici. 

Partiamo dal partito che sta meglio. Il partito di Giorgia Meloni sta dando un’impronta forte all’azione di governo. All’interno non possiamo dimenticare che qualcosa è successo. Ma – fatevi dire, coscientemente e giustamente – la maggior parte degli italiani pensa ad altro che ad Arianna Meloni e i racconti sterili sul familismo. 

I sondaggi per Fratelli d’Italia attestano il partito intorno a un 28 per cento, comunque circa un punto e forse poco più il risultato raggiunto all’elezioni. La Lega pure essa sta meglio che un anno fa. Salvini, appunto, rincorre, e particolarmente tramite lo schieramento in campo europeo. In maniera così decisa che ha sdoganato, a Pontida, la partecipazione di una figura politica non leghista, portando Marine Le Pen. 

Infine, Forza Italia è sicuramente il partito che ha subito il trambusto più difficile di tutti e tre. La morte di Silvio Berlusconi ha aperto una nuova fase, ora guidata da Antonio Tajani. Diciamolo chiaramente: a livello governativo, e a livello di elettorato del centrodestra – in particolare dei suoi stessi elettori – non vi è alcun interesse che FI decada elettoralmente e deflagri internamente, come alcuna stampa narra. 

Non sottovalutiamo, però, che le elezioni europee diranno tanto. O meglio, diranno tanto le scelte che Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia faranno per la formazione della Commissione Europea. D’altronde, siam sicuri che pochi perdonerebbero l’ennesimo appoggio dei popolari ad una maggioranza coi socialisti?