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PAPA FRANCESCO JORGE MARIO BERGOGLIO

Una profonda spaccatura si cela dietro gli interrogativi teologici posti a Papa Francesco da cinque cardinali conservatori (Burke, Zen, Brandmuller, Sandoval, Sarah). I dubbi riguarderebbero le posizioni della Chiesa in merito alle coppie omosessuali e sull’apertura al sacerdozio femminile.

«Santo Padre è possibile che in alcune circostanze un pastore possa benedire unioni tra persone omosessuali, lasciando così intendere che il comportamento omosessuale in quanto tale non sarebbe contrario alla legge di Dio e al cammino della persona verso Dio?» E ancora: «La Chiesa potrebbe in futuro avere la facoltà di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne, contraddicendo così che la riserva esclusiva di questo sacramento ai battezzati di sesso maschile appartenga alla sostanza stessa del Sacramento dell’Ordine, che la Chiesa non può cambiare?» queste le domande insidiose rivolte al Pontefice.

Papa Francesco risponde alle perplessità non escludendo la possibilità che ci possano essere «forme di benedizioni» per le coppie gay, seppure distinte dal matrimonio tra uomo e donna. Spiega che il «no» alle donne prete formulato da Giovanni Paolo II è una «dichiarazione definitiva» ma non una «definizione dogmatica» e «può essere oggetto di studio». Dunque con tali dichiarazioni lascia aperto uno spiraglio al progressismo che rischia di creare una profonda spaccatura con il passato.

Tempo fa Papa Francesco aveva già spiegato che «indietrismo» e «progressismo» ideologici sono «prove di infedeltà» e che il Sinodo «non è un parlamento» né «un dibattito televisivo», anche domenica ha pregato perché lo Spirito «purifichi la Chiesa da chiacchiere, ideologie e polarizzazioni». Di fatto però apre le possibilità di intraprendere nuove strade, lontane dal tradizionalismo.

Questa nuova visione di stampo liberal è stata alimentata dalla Chiesa tedesca, la prima a schierarsi chiedendo il contributo di Roma sul tema delle donne prete. Dopo le dichiarazioni del Pontefice, sono seguite le rassicurazioni da parte dei vertici vaticani, a partire dal segretario di Stato Parolin al nuovo prefetto della Congregazione della Fede, il neo cardinale argentino Fernandez. Vedremo quale sarà la risoluzione definitiva della vicenda, sperando sia distante dalla deriva progressista e di tendenza.