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Il 16 settembre Burkina Faso, Niger e Mali hanno firmato la Carta del Liptako-Gourma, istituendo
così l’Allenza degli Stati del Sahel. Tra le priorità dell’accordo rientra il contrasto al terrorismo, infatti l’area denominata Liptako-Gourma, situata al confine fra i tre Paesi, registra da anni un incremento delle cellule jihadiste e dei separatisti tuareg.

Il 12 settembre i tuareg avevano conquistato per breve tempo la città maliana di Bourem, che costituisce un importante corridoio verso il Niger e l’Algeria; il giorno successivo però la città è stata riconquistata dall’esercito regolare, supportato dal gruppo Wagner. La vulnerabilità di questo territorio ha perciò condotto le tre nazioni africane a costituire un sistema difensivo comune.

Il patto, sviluppato in 17 punti, si focalizza principalmente sull’assistenza reciproca, il ripristino della
sicurezza e la prevenzione delle ribellioni. L’articolo 6 inoltre sancisce che «qualsiasi attacco alla sovranità e all’integrità territoriale di una o più parti contraenti sarà considerato come un’aggressione contro le altre parti», un chiaro segnale per prevenire un possibile intervento esterno volto a ribaltare le giunte militari al potere; lo scorso 26 luglio, in seguito al colpo di Stato in Niger, l’ECOWAS aveva intimato ai golpisti di liberare il presidente appena deposto, Mohamed Bazoum e di ripristinare il precedente ordine costituzionale, minacciando un intervento militare che non si è concretizzato.

Recentemente, tutte e tre le nazioni sono state sospese dall’ECOWAS a causa dei golpe che hanno sovvertito i precedenti governi, in ordine cronologico: Mali 2021, Burkina Faso 2022, Niger 2023. Anche la Guinea venne sospesa nel 2021 per le stesse motivazioni; pertanto la neonata alleanza propone l’adesione a tutti gli Stati che ne abbracceranno le finalità.

Colpire e indebolire le capacità politiche e diplomatiche della Comunità Economica dell’Africa Occidentale e contrastare le ingerenze occidentali sono a pieno titolo alcune delle priorità della Carta del Liptako-Gourma. Anche se visti i precedenti tentativi di cooperazione tra Stati africani, le aspettative non sono particolarmente ottimistiche.

Individuare i metodi e le strategie per contrastare i gruppi ribelli e formare un valido strumento di deterrenza nei confronti di organizzazioni regionali e internazionali che hanno intenzione di destabilizzare l’area del Liptako-Gourma, può essere un fattore in grado di compattare questo blocco di nazioni, pur essendo presenti alcune incognite riguardanti la reale possibilità di finanziare autonomamente questo progetto.

La sempre più diffusa presenza nell’area dei paramilitari legati al Cremlino, molte volte attori principali dei golpe e quindi a supporto delle giunte militari, rende ulteriormente instabile la fascia del Sahel. Entro la fine dell’anno, le truppe francesi e l’ambasciatore, lasceranno il territorio nigerino; sarà però disposto l’Occidente a consegnare ulteriormente nelle mani di golpisti, Turchia, Russia e Cina le preziose risorse degli stati subsahariani?