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Sedoi Andrei Troshev Comandante Wagner

È di pochi giorni fa la notizia della nomina di Andrei Nikolaevich Troshev, come nuovo comandante
del gruppo Wagner. Troshev, militare con lunga esperienza, ha combattuto in Afghanistan durante la guerra decennale condotta dall’Unione Sovietica e dopo la caduta dell’Urss, ha prestato servizio nel Caucaso settentrionale con l’esercito russo, ricoprendo poi un ruolo di vertice vertice nel Sobr, un’unità di
forze speciali.

Considerato dall’Unione Europea Direttore Esecutivo del gruppo Wagner, il suo nuovo incarico conferma il piano del Cremlino di integrare nell’esercito regolare russo i wagneriti, in quanto fedelissimo di Vladimir Putin. A più di un mese di distanza dalla morte di Yevgeny Prigozhin, i paramilitari hanno nuovamente raggiunto l’est dell’Ucraina, dopo un breve periodo di esercitazioni e attività condotte in Bielorussia.

La storia del gruppo Wagner è in buona parte ancora avvolta nel mistero; attivo ufficialmente dal 2014, i miliziani hanno permesso alla Russia di aumentare la sua influenza in varie zone del mondo dal Medio oriente all’America latina, passando dall’Europa dell’Est al Sahel.

Le operazioni russe in Ucraina orientale iniziate più di sette anni fa, hanno messo in evidenza il gruppo Wagner e in particolare il suo ex leader Prigozhin. Ma in questo contesto non sono gli unici contractors a essere presenti; utilizzati anche dall’occidente in Iraq e Afghanistan e dalla stessa Ucraina, i paramilitari filorussi agiscono in diversi settori, fornendo servizi di sicurezza, cooperazione militare, intelligence e propaganda.

Le guerre ibride e le “proxy war” sono generalmente un terreno fertile per i gruppi paramilitari, in Siria per esempio sono state molte le brigate filorusse che hanno dato sostegno ad Assad e contrastato l’ISIS, in particolare E.N.O.T. fondata da Igor Mangushev poi deceduto in Ucraina, Rusich un’unità ultra nazionalista costituita da Alexey Milchakov e Patriot una compagnia in stretto contatto con il Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu.

La sempre più diffusa presenza di imprenditori e società nel finanziamento e creazione di PMC (Private Military Company) evidenzia una possibile competizione tra magnati per guadagnare prestigio agli occhi del Cremlino: è il caso del Battaglione degli Urali, particolarmente attivo nella battaglia di Kreminna dello scorso anno e foraggiato dall’industriale Igor Altushkin.

Altri celebri gruppi privati sono Convoy, Fakel e Redut, considerati però una longa manus dell’esercito regolare russo. In seguito alla ribellione della Wagner del 23 giugno, si sono però manifestate alcune differenze ideologiche tra i diversi gruppi di mercenari e le altre forze irregolari della Russia impegnate in
Ucraina, come i ceceni di Kadyrov legati a Putin e il battaglione Vasily Margelov, filorusso e nostalgico del passato sovietico quindi in contrasto con i Tsar’s Wolves che cantano le glorie dell’Impero Russo.

Le unità paramilitari hanno spesso cambiato le sorti delle battaglie in Ucraina. Infatti, in molti casi per essere reclutati in questi battaglioni o compagnie, è necessario avere una pregressa formazione militare e sottoporsi a un periodo di addestramento piuttosto intenso e duraturo. Fece quindi scalpore l’arruolamento di alcuni carcerati tra le fila del gruppo Wagner; solitamente le PMC mettono sotto contratto persone senza precedenti penali per spaccio di droga, banditismo e terrorismo; si stima però che circa 300 detenuti sarebbero partiti per combattere in Ucraina con una retribuzione pari a 200.000 rubli e un’amnistia dopo aver compiuto almeno sei mesi di “servizio volontario”, con 5 milioni per i loro parenti in caso di morte.

Quanto conviene affidarsi alle compagnie militari private? I gruppi di mercenari sono uno strumento efficace per perseguire i propri obiettivi geopolitici, economici e militari. Possono servire per risolvere questioni complesse, indirizzare le traiettorie di determinati conflitti e persino per fomentare colpi di stato, con l’intento finale di ottenere interessi in termini economici e di potere.

Tuttavia le attività paramilitari non sono sempre garanzia di successo, in quanto alcune compagnie sono poco strutturate, corrotte e quasi totalmente noncuranti dei diritti umanitari. Generalmente i soldati di ventura sono funzionali quando vengono impiegati per raggiungere scopi precisi e circoscritti in un determinato periodo e territorio.

Diventa quindi più complicato gestire le squadre mercenarie in una situazione di conflitto su larga scala, intenso e di logoramento come quello in corso in Ucraina, soprattutto quando le motivazioni dei miliziani sono spesso contrastanti e persino opposte; regolamentare questi battaglioni e subordinarli al Ministero della Difesa, diventa quindi necessario per il Cremilino: fedeltà in cambio di profitto.