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Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, incontra, a margine del Consiglio Europeo informale, il Cancelliere federale della Repubblica di Germania, Olaf Scholz.

Di recente a Granada si è tenuto il vertice della Comunità europea, un evento che ha ospitato 47 paesi con lo scopo di discutere (anche se in maniera informale) sulle questioni di maggior rilievo e preoccupazione per l’Europa.

In questi giorni si è parlato di intelligenza artificiale, ambiente e ovviamente della guerra in Ucraina. Ma come molti lettori possono immaginare il tema di maggior rilevanza per il nostro paese era l’immigrazione. A chiedere di parlare di migranti è stato il premier Meloni e la richiesta è stata accolta dalla presidenza spagnola e da Charles Michel, che l’ha indicata nella sua tradizionale lettera di invito ai leader europei come la questione più pressante con cui si confronta l’Ue in questo momento.

I temi principali riguardavano il finanziamento alle ONG e la lotta ai trafficanti. Su quest’ultimo punto Meloni fa notare come ci sia “consenso unanime” per il lavoro fatto con la Tunisia, affermando che “tutti ci dicono che il lavoro con Tunisi deve essere replicato con altri Paesi del Nord Africa e non solo”.

Mentre riguardo alle organizzazioni non governative il dibattito si è fatto più acceso. C’è una grossa differenza di approccio tra il governo Meloni e l’esecutivo del cancelliere Scholz. Mentre il governo Meloni guarda con sospetto alle navi umanitarie, l’esecutivo di Scholz le sostiene finanziariamente. Scholz è intervenuto di recente in conferenza stampa sulla discussa decisione di Berlino di finanziare con fondi pubblici il salvataggio in mare dei migranti nel Mediterraneo da parte delle Ong, sottolineando che la misura fu approvata dal Bundestag, non dal Governo, che, invece, ha l’obiettivo di eliminarla per il 2024.

Grazie al passo indietro della Germania, che ha accettato di tornare al testo formulato a luglio – senza alcun riferimento alle operazioni condotte dalle Ong – non solo c’è stato l’accordo sul testo del regolamento sulla gestione delle crisi, ma oggi Meloni e Schulz hanno discusso privatamente in un bilaterale di 45 minuti. “Siamo entrambi molto contenti di essere riusciti a trovare l’ultimo elemento fondamentale del diritto europeo in materia di asilo. La riforma è diventata possibile”, ha detto Scholz parlando di “conversazioni molto intense”.

I leader dell’unione sono quindi tornati a parlare di migranti, il presidente italiano è riuscito a mettere l’argomento sul tavolo all’attenzione degli altri paesi Europei. Ricordiamo che per le sue condizioni geografiche l’Italia è il paese maggiormente soggetto agli sbarchi, un vero e proprio “ponte” per il nord Europa.

La situazione sta velocemente tornando a livelli critici, flussi così importanti non si registravano da quasi 7 anni nel nostro paese. Alcune località, come Lampedusa, sono al collasso, se non interverremo uniti per combattere l’immigrazione illegale, i trafficanti, regolamentando il lavoro non sempre trasparente delle ONG la situazione potrebbe diventare insostenibile, non solo per l’Italia ma per l’intero continente.