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Sono preziose e molto utili per capire ciò che sta accadendo le parole che l’intelletuale israeliano Ofir Haivry, vice presidente dell’Herzl Institute di Gerusalemme, ha rilasciato al nostro Presidente per un’intervista pubblicata su TEMPI. Qui sotto trovate un estratto:

L’attacco da parte di Hamas è avvenuto a cinquant’anni dalla guerra dello Yom Kippur, eppure le forze armate di Israele sembrano state colte di sorpresa, non ci si aspettava un’offensiva in queste dimensioni ed entità?

Ci sono due elementi da tenere in considerazione. Da un lato, è stata una sorpresa e neanche i servizi segreti israeliani sono riusciti a capire le intenzioni dei palestinesi ma, dall’altro lato, c’è un problema nel contrasto ad Hamas da anni. Hamas è stato affrontato come un problema di ordine pubblico e non come un gruppo terroristico. Netanyahu ha cercato in questi anni di creare una coalizione anti-iraniana in collaborazione con i sauditi evitando si arrivasse a un’escalation a Gaza che avrebbe comportato un allontanamento dai paesi arabi che Netanyahu cerca di avere alleati contro l’Iran. Si tratta di una strategia di contenimento e ogni volta che c’è stato un attacco terroristico è arrivata una risposta tattica ma non si è cercata una soluzione strategica.

C’è chi paventa l’ipotesi di un attacco più consistente da nord da parte di Hezbollah, pensa sia una ipotesi plausibile?

Tutto può succedere ma se ci fosse un stato un coordinamento con un massiccio attacco da nord anche da parte di Hezbollah sarebbe dovuto avvenire subito. Forse la situazione potrebbe cambiare se Israele reagirà molto duramente contro Gaza, lo scenario peggiore è che l’Iran reagisca militarmente.

Netanyahu ha dichiarato: «Siamo in guerra». Secondo lei quali saranno le conseguenze dell’attacco di Hamas?

Israele lo ha vissuto come un’invasione, i terroristi verranno neutralizzati ma il punto non è solo militare. Il sistema israeliano di difesa si basa sul fatto che il nemico deve capire che il prezzo che paga per attaccarci è sempre più alto. L’opinione pubblica israeliana pensa che il suo onore sia stato colpito, l’israeliano medio crede che riportare la situazione allo status quo precedente all’attacco non sia sufficiente. Prepariamoci a una dura reazione.