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MAURIZIO LANDINI, SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL

La Via Maestra. Insieme per la Costituzione”, è il titolo della manifestazione che si è tenuta a Roma il 7 Ottobre. Una mobilitazione lanciata da più di cento associazioni, coordinate dalla Cgil. Due cortei, da piazzale Ostiense e da piazza della Repubblica che sono confluiti in piazza San Giovanni.

 “Dobbiamo riaffermare un punto: chi produce la ricchezza di un paese è chi lavora, non è la finanza e per questo la ricchezza prodotta da chi lavora deve tornare a chi lavora. Non si può essere poveri lavorando, non è un lusso e un diritto, è la democrazia, è la libertà”.  Queste le parole del segretario della Cgil Maurizio Landini. Fa sorridere come il suo intervento abbia del comico nel momento in cui si utilizza il termine democrazia, visto l’ultimo decennio di governi di sinistra mai eletti che si sono susseguiti.

Nel corso di questi ultimi anni la situazione riguardante l’occupazione è stata disastrosa, raggiungendo numeri e livelli sempre più preoccupanti. Landini ha forse dimenticato questo dettaglio, complice la sua amnesia. Durante questa manifestazione ha partecipato anche la leader del PD Elly Schlein, mentre Conte ha preferito fare campagna elettorale a Foggia.

Però, sebbene sia proprio la sinistra ha riempirsi la bocca di diritti, femminismo et similia, sono stati numerosi i cori intonati contro il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che tramite le sue pagine social ha condiviso un video di alcuni partecipanti impegnati ad insultarla con frasi vergognose e sessiste.

I partecipanti al corteo Cgil del ramo partito da piazza della Repubblica hanno poi intonato in coro ‘Bella Ciao’ accendendo fumogeni rossi. Le voci più forti si alzano dietro allo striscione della Fiom, quando ormai la manifestazione è arrivata a piazza Vittorio. Assieme alle bandiere del sindacato anche quelle dell’Anpi. “Chiariamo bene la situazione, giù le mani dalla Costituzione” lo slogan scandito dai partecipanti.

Non si capisce tutta questa ostilità nei confronti delle riforme costituzionali che il governo si appresta a fare. Forse la sinistra contesta perchè cresce sempre di più la preoccupazione di perdere il potere di fare e disfare governi come è avvenuto negli ultimi anni. E poi sono gli stessi che rivendicano democrazia e libertà, concetti rielaborati secondo un preciso sistema politico, ovvero quello che fa comodo a loro.

Ridicolo come invece di portare un’alternativa valida basata su argomentazioni reali, si procede attaccando l’attuale Governo, senza ritegno. E, infine, un consiglio: dite alla stampa amica di quantificare uniformemente il numero dei partecipanti… c’è chi parla di cento mila e chi di duecento mila partecipanti! Forse, è bene mettersi d’accordo…