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Abbiamo raggiunto Ivo Mej, curatore del talk show “Coffee Break” e già autore di diversi libri, che ha recentemente pubblicato la sua ultima fatica, Dominium Dei, un libro che si inserisce alla perfezione nel filone dei thriller letterari a sfondo storico, inaugurato da Il nome della rosa di Umberto Eco. Una lettura appassionante e intrigante conduce il lettore in uno scenario che intreccia il passato e il presente.

Parto col ringraziarti Ivo della tua disponibilità. Quando ho finito di leggere il tuo libro, conoscendo le tue precedenti fatiche, mi son chiesto: ma perchè Ivo Mej ha scritto un libro che tratta argomenti diversi rispetto a quelli già da lui pubblicati. Ecco, ora che ti ho innanzi non posso che rivolgerti direttamente questa domanda: perchè questo libro?
Guarda Jacopo, si tratta di una motivazione che ha a che fare col passato… anzi, col passato remoto! Ho scoperto un libro antico nella collezione di mio nonno Bernardino che riportava integralmente la sentenza originale della condanna di Padre Gabriele Malagrida, nel 1760, come eretico. Leggere quella sentenza è stato l’inizio di un viaggio che ho sentito di dover intraprendere anche per rendere nota una vicenda quasi del tutto ignorata dalla storia, malgrado avesse avuto una eco gigantesca ai suoi tempi, tanto che ne scrisse perfino Voltaire.

La prefazione del libro, curata da Gianluca Barbera, analizza con occhi legati all’attualità il tuo libro, definendolo come un intreccio tra passato e presente. Perchè hai fatto questa scelta?
Ho avvertito la necessità di dare uno sviluppo contemporaneo, anzi, futuribile ad una vicenda che sarebbe
altrimenti rimasta confinata nella ricerca storica. Unire poi il racconto di volontà indomabili del passato con quelle altrettanto ferree del presente/futuro mi è sembrato molto più appagante per un auspicato lettore.

Nel tuo libro al centro vi sono gi ambienti del Vaticano, simbolo in taluni casi di misteri, ma soprattuto di storia. Come mai hai deciso di ambientare il tuo libro proprio nello scenario cattolico, nei luoghi – immaginari e non – della Chiesa di Roma?
Sarò molto breve perchè la motivazione è molto semplice. Ho pubblicato un libro a partire, come ho detto sopra, da una sentenze della Santa Inquisizione del 1760. Non potevo fare una scelta diversa se non quella di ambientare la vicenda nei corridoi e nelle stanze del Vaticano.

Il libro è incentrato sull’omicidio di un gesuita, il cui assassino viene ricercato da diversi e particolari personaggi. Perché hai scelto proprio il ramo dei gesuiti?
Ho studiato all’Istituto Massimiliano Massimo di Roma. Il mio professore di filosofia e di storia era il gesuita (o forse l’uomo) più in gamba che io abbia mai conosciuto: Padre Franco Rozzi, lo stesso professore anche di Mario Draghi. Ho trascorso otto anni della mia vita sotto la guida dell’Ordine dei Gesuiti. La scelta, quindi, è dovuta al fatto che, secondo me, chi scrive dovrebbe sempre conoscere a fondo ciò di cui scrive e, probabilmente, si tratta anche di un sentimento ambivalente di riconoscenza e rivalsa.

Oltre al gesuita, nel libro troviamo una principessa, un papa, un gendarme vaticano, un altro gesuita forse ateo… tutti impegnati alla ricerca della verità. Perché queste tipologie di personaggi? Si celano dietro specifiche motivazioni?
Sì, ovviamente, ci sono delle motivazioni altrimenti sarei uno sciocco. Volevo che ad indagare sull’omicidio di un prete fosse un altro prete anche in omaggio a Guglielmo di Baskerville di Umberto Eco. Non poteva poi non esserci un gendarme vaticano, visto che il delitto avviene in territorio della Santa Sede. La principessa Colonna ha a che fare anch’ella con il luogo in cui si è perpetrato l’assassinio, poiché è la
comproprietaria del famoso Giardino di Montecavallo, dove fino ad un secolo prima dell’esecuzione di Malagrida sorgeva il Tempio di Serapide più grande di tutto l’Impero Romano.

Quindi perchè dovremmo comprare il tuo libro?
Senza dubbio vi deve piacere la storia. Poi, al centro di tutto c’è la nostra capitale, Roma, quindi colui che ama Roma, amerà anche questo libro. E, infine, direi che un lettore appassionato di thriller e intrighi leggerà questo libro in un batter d’occhio, avvolto in una nube di mistero.