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In vista dell’elezioni europee Nazione Futura continua il rafforzamento della rete dei conservatori europei. Oggi abbiamo siglato un accordo nell’ambito dei dialoghi italo-ungheresi “Europa Nostra” insieme al think tank ungherese “Center for fundamental rights”, che ha fatto per l’occasione gli onori di casa, il Centro Studi Machiavelli ed il Oeconomus Research Foundation.

Il momento di apertura di questa giornata di dialoghi italo-ungheresi ha visto l’intervento di Miklós Szánthó, il Direttore generale del Center for fundamental rights, che ha colto il momento per sottolineare i legami, che vanno al di là dell’ambito politico, tra il nostro Paese e l’Ungheria. Sempre Miklós Szánthó ha quindi aperto alla firma della lettera d’intenti, che impegna le quattro realtà firmataria ad integrare sempre di più le attività svolte, nell’ottica di un coordinamento internazionale per l’organizzazione di conferenze e table round ancestrali alla diffusione delle idee conservatrici in Europa.

Un momento iniziale, quello costituito dalla firma della lettera d’intenti, che ha aperto ai diversi momenti di dibattito che hanno caratterizzato questa giornata. L’onorevole Billi, il consigliere geopolitico di ID Massimiliano Ferrari, l’europarlamentare ungherese Eniko Gyori e Lorinc Nacsa, il responsabile delle relazioni italo-ungheresi per il Parlamento ungherese, hanno discusso di come modellare e gestire le relazioni tra il nostro Paese e l’Ungheria nell’ottica di un rafforzamento, nonché di un consolidamento, delle stesse.

Dopo questo momento iniziale, si è discusso dell’immigrazione e della difesa dei confini con un’introduzione di Daniele Scalea, fondatore del Centro Studi Machiavelli, che ha descritto la difficile situazione che l’Italia sta vivendo sul fronte dell’immigrazione clandestina. Una situazione aggravata da una magistratura che, tramite delle sentenze, interviene su casi giudiziari con – così volte sembra – intenti, o comunque pregiudizi, politici.

La protezione dei nostri valori giudaico-cattolici e il contrasto alla woke culture hanno preso la scena nel secondo panel, introdotto da Francesco Giubilei. Non solo la secolarizzazione ha nei decenni indebolito i valori maggiormente tradizionali, ma quest’ultimi hanno di volta in volta perso rappresentanti tanto culturali quanto politici. Aggiungiamoci, poi, i rischi derivanti da gruppi di fanatici islamici che vorrebbero vedere i nostri crocefissi a testa in giù per sempre.

In conclusione, si è tentato di programmare una sorta di programmazione in vista dell’elezioni europee che si terranno l’anno prossimo. Grazie all’introduzione iniziale del Direttore Generale del Center for fundamental rights, Miklós Szánthó, il tentativo della tavola rotonda è stato quello di tracciare una linea comune – nel campo politico e chiaramente anche quello culturale – tra i vari think tank conservatori europei.

Questa giornata di dialogo ha confermato l’esposizione internazionale del nostro think tank, che da mesi sta “seminando” in vista dell’elezioni europee, che saranno un momento cruciale per il futuro del nostro continente.