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POLIZIOTTI CON IL MEFISTO PER L'ARRIVO DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO MISURE DI SICUREZZA ANTI TERRORISTICHE TERRORISMO POLIZIOTTO AGENTE AGENTI DI POLIZIA

Una folle corsa in scooter culminata tra Boulevard d’Ypress e Boulevard du Niniemede Ligne; le urla dei passanti che precedono una violenta scarica di colpi di kalashnikov contro due tifosi svedesi inseguiti e freddati brutalmente all’interno di un locale. Poi la corsa ricomincia verso lo Stadio Re Baldovino, lo stesso impianto deifantasmi dell’Heysel dove Belgio e Svezia si contendono un posto ai prossimi campionati europei. La partita verrà sospesa dopo il primo tempo tra le lacrime e lo sgomento dei tifosi sugli spalti.

È nuovamente allerta terrorismo in Belgio, è nuovamente ricominciata la scia di sangue che aveva colpito l’Europa nel periodo di maggior dinamismo dello Stato Islamico, oggi rinvigorito nelle proprie azioni dallo scontro frontale tra Occidente e Oriente nello scacchiere geopolitico mediorientale.

Di eventi di tale portata e natura, la capitale delle istituzioni europee ne ha visti molti, complice la profonda frammentazione politica e istituzionale, le conflittualità sociali tra fiamminghi e valloni e gli effetti di un multiculturalismo ghettizzante e fallito come nel vicino modello francese.

Le mattanze dopo New York, Londra e Madrid sono ricominciate nel 2015, quando un commando di terroristi fece irruzione nella sede del giornale Charlie Hebdo decapitando simbolicamente, oltre alla maggior parte delle acute penne e vignettisti del giornale, il significato più intimo della libertà di stampa, profanandone brutalmente la sacralità.

Il 13 novembre del 2015, a distanza di pochi mesi da quella tragedia Parigi si risvegliò tra le fragranze delle patisseries e delle boulangeries pronta a vivere un venerdì sera di spettacolo e giubilo. Allo Stade de France arrivava la Germania campione del mondo per un primo banco di prova in vista degli Europei. Mentre i blues superano i tedeschi sul campo, fuori dall’impianto cala il buio su Parigi che si trasforma in un teatrino degli orrori tra pianti e sirene. Due kamikaze si fanno esplodere all’esterno dello stadio, un altro commando di terroristi, dopo aver seminato morte nei locali del X ed XI arrondissement, fa irruzione al teatro Bataclan. 

Ciò che rimane di quelle ore è una macabra tonnara ed un popolo ferito che sciama per le strade inconsapevole di ciò che sta accadendo mentre intona la Marsigliese. Degli spettri di quella notte rimane una testimonianza vibrante e commossa nel saggio V13 di Emmanuel Carrère e nel piccolo pamphlet di Antoine Leiris, scrittore parigino che perse sua moglie negli attentati e volle tributare al piccolo figlio rimasto orfano di madre uno straordinario “Non avrete il mio odio”, rivolto al seme del terrore delle anime nere che quella notte avevano scoccato il dardo della discordia.

Pochi mesi più tardi sarà proprio il Belgio ad essere colpito a freddo il 22 marzo del 2016 con gli attentati all’aeroporto internazionale e quelli alla stazione della metropolitana di Maelbeek. Eventi che permetteranno al mondo di scoperchiare le fitte trame dell’odio islamista nel quartiere di Maelbeek, divenuto ricettacolo di numerosi “Foreign fighters”.

Pochi mesi fa l’ultima vittima di quel massacro: la ventitreenne Shanti De Corte scelse l’eutanasia per sedare le profonde ferite dell’anima mai rimarginate. Quella mattina primaverile ai banchi del check-in conversava amabilmente con i suoi compagni di classe mentre attendeva il suo turno per il biglietto che l’avrebbe portata a Roma, in gita scolastica.

Francia e Belgio si riscoprono fragili. La scia dell’odio e del radicalismo ha colpito centinaia di innocenti ed è proprio rivedendo le foto dei volti sorridenti di Shanti, Valeria Solesin, Antonio Megalizzi, Samuel Paty, della piccola Lola che la domanda sorge spontanea quanto glaciale.

Quanti altri innocenti dovranno morire?