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Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato al summit dedicato alla ricerca di una soluzione di pace nel conflitto tra Israele e Hamas. Onori di casa li ha fatti Abdel Fattah al Sisi, presidente egiziano, che ha accolto i rappresentanti dei paesi più interessati dal conflitto, dai paesi del Medio Oriente all’Europa, senza dimenticare gli States e la Russia.

Tra i partecipanti, l’incaricato d’affari dell’ambasciata degli Stati Uniti, lo spagnolo Pedro Sanchez che
presiede il Consiglio Ue questo semestre, i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Regno Unito, Catherine Colonna, Annalena Baerbock e James Claverly, il premier canadese, Justin Trudeau, insieme al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, e l’alto rappresentante per la Politica estera Ue, Josep Borrell.

Spostandoci dall’Europa ad Oriente, erano presenti anche il leader dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, il re giordano Abdallah, il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani, il presidente degli Emirati, Mohammed bin Zayed, e il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa. Invitati al summit anche Russia e Cina, rappresentanti rispettivamente dal viceministro degli Esteri Mikhail Bogdanov e l’inviato di Pechino per il Medio Oriente, Zhai Jun.

Il Premier Giorgia Meloni durante il suo intervento ha sottolineato che “è interesse di tutti i leader a questo tavolo, che quello che sta accadendo a Gaza, non si trasformi in conflitto più ampio, in una guerra di religione, di civiltà, rendendo vani gli sforzi di questi anni per normalizzare i rapporti’’, ha poi proseguito aggiungendo che “l’’impressione che ho, per le modalità con cui si è svolto l’attacco, è che l’obiettivo di Hamas fosse costringere Israele ad una reazione contro Gaza che creasse un solco incolmabile fra Paesi arabi, Israele e Occidente, compromettendo la pace per tutti i cittadini coinvolti, compresi quelli che si dice di voler difendere”.

Meloni si è poi concentrata, entrando nel merito, sulle possibili soluzioni alla crisi. “Dobbiamo fare l’impossibile per evitare una escalation della crisi, per evitare di perdere il controllo di questa crisi, perché le conseguenze sarebbero inimmaginabili”, ha spiegato. E, poi, la parte diplomaticamente più interessante:”Il modo più serio per farlo”, ha detto, “è è un’iniziativa politica per una soluzione strutturale che si basi sulla prospettiva dei due popoli e due Stati, una soluzione che deve essere concreta e deve avere una tempistica definita”.

Al termine del Summit per la pace, il Presidente Giorgia Meloni ha avuto un incontro bilaterale con il leader dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, al quale ha rinnovato la soluzione per una de-esclation del conflitto, ossia una soluzione politica di pace, contornata da un programma temporale di obiettivi specifici per giungere al rispetto dei confini e dei diritti dei due stati, nonchè delle due nazioni.