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Se a livello legale ciò che è stato fatto a Torino è privo di qualunque validità, simbolicamente, a loro dire, ha una forte valenza politica… Sostanzialmente, come ha riportato il nostro Vicepresidente De Benedictis, consigliere comunale della Città di Torino, la maggioranza di centro sinistra, guidata dal Sindaco Lo Russo, regala la cittadinanza agli immigrati.

Cos’è avvenuto? Ieri il Consiglio comunale di Torino ha approvato una delibera di modifica dello Statuto Comunale. Grazie ai 31 voti a favore, 5 contrari e un solo astenuto, è stata approvata una delibera presentata da Elena Apollonio di Alleanza dei Democratici – DemoS e da Vincenzo Camarda e Lorenza Patriarca del Partito Democratico che introduce a Torino lo ‘Ius Scholae’.

In cosa consiste? Difficile spiegarlo perchè a livello legale non vale nulla, ma, come dice il nostro Vicepresidente De Benedictis, consigliere comunale della Città di Torino, si tratta di un provvedimento che “prevede l’ottenimento di una fantomatica cittadinanza civica, priva di qualunque valore di legge” che vuole “trasformare dei migranti in cittadini solamente dando loro la cittadinanza”.

La demagogia la fa da padrone in questi casi, con l’aggravante che il messianismo progressista si traduce in spinte di puro fanatismo ideologico senza alcuna rilevanza giuridica. Così dopo Bologna e le follie green della Milano di Sala anche Torino si candida a diventare fulcro del radicale progressismo targato nuovo corso del Pd.

Non è la prima volta che temi che dovrebbero avere una rilevanza nazionale vengono discussi all’interno dell’alveo cittadino o regionale, costringendo il Parlamento, ormai perfettamente polarizzato, a virare su altre tematiche.

L’immigrazione, in un Paese di tradizione come l’Italia, dovrebbe rappresentare un arricchimento ma finisce per divenire mero strumento politico dei moderni progressisti. Moderni progressisti che, come ribadito nell’intervento del consigliere De Benedictis effettuano “una scelta demagogica e priva di sostanza, che intende trasformare dei migranti in cittadini concedendo loro la cittadinanza civica”.
Un riconoscimento che potrebbe perfino definirsi beffardo, perché illusorio e privo di validità giuridica.