Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

CENTRALE NUCLEARE PRODUZIONE ENERGIA CENTRALI NUCLEARI TORRE TORRI DI RAFFREDDAMENTO GENERATE AI IA IMPIANTO

L’Italia, come molte altre nazioni nel mondo, è al centro di un acceso dibattito sull’energia nucleare. Mentre alcuni sostengono che sia una soluzione essenziale per rispondere alle crescenti esigenze energetiche del paese, altri sollevano preoccupazioni riguardo alla sicurezza, all’ambiente e alla gestione dei rifiuti radioattivi. Questo dibattito complesso e articolato offre un’opportunità per esplorare le diverse prospettive coinvolte.

I Vantaggi dell’Energia Nucleare

Uno degli argomenti principali a favore dell’energia nucleare riguarda la sua capacità di produrre grandi quantità di energia in modo continuo e relativamente pulito. Gli sostenitori dell’energia nucleare affermano che ridurrebbe la dipendenza dell’Italia dai combustibili fossili, contribuendo così a ridurre le emissioni di gas serra e a contrastare i cambiamenti climatici. Inoltre, l’energia nucleare può fornire una fonte di energia costante, che non è influenzata dalle fluttuazioni delle condizioni meteorologiche, come nel caso delle energie rinnovabili.

Le Preoccupazioni sulla Sicurezza e l’Ambiente

D’altro canto, gli oppositori dell’energia nucleare esprimono preoccupazioni significative sulla sicurezza. Incidenti come quello di Chernobyl nel 1986 e Fukushima nel 2011 hanno evidenziato i rischi associati alle centrali nucleari. Esistono timori legati a potenziali fughe radioattive e alle conseguenze devastanti che potrebbero avere sull’ambiente circostante e sulla salute umana. Questi eventi hanno alimentato paure profonde nella società riguardo alla sicurezza nucleare.

Inoltre, c’è l’annosa questione dei rifiuti radioattivi. La gestione a lungo termine di questi materiali è un problema non ancora completamente risolto. Il deposito sicuro e la disposizione finale dei rifiuti nucleari rappresentano sfide significative e suscitano preoccupazioni tra coloro che si oppongono all’energia nucleare.

Il Contesto Politico ed Economico

Il dibattito sull’energia nucleare in Italia è fortemente influenzato da fattori politici ed economici. Alcuni politici sostengono che l’energia nucleare potrebbe essere una fonte di reddito e occupazione, contribuendo così alla crescita economica. Tuttavia, altri vedono questa prospettiva con scetticismo, sottolineando che l’energia nucleare richiede investimenti massicci iniziali e può richiedere decenni prima che i costi vengano ammortizzati.

Inoltre, le questioni legate alla sicurezza e all’ambiente hanno un impatto diretto sulla politica energetica del paese. La pressione pubblica e l’opinione popolare svolgono un ruolo cruciale nel plasmare le decisioni dei decisori politici.

Una cosa è certa, questo è un capitolo importante della storia Italiana che senz’altro verrà riaperto in futuro.

Per il futuro ?

Gli italiani si sono già espressi negativamente due volte in merito, sia nel referendum del 1987 (poco dopo l’incidente di Chernobyl), sia nel 2011 confermando così la decisione di fermare il programma nucleare del paese.

Per riaprire il dibattito in Italia, più che in molti altri paesi saranno necessarie garanzie di sicurezza, tema strettamente collegato allo sviluppo tecnologico.

Le centrali di quarta generazione ad esempio rappresentano una nuova fase nello sviluppo della tecnologia nucleare.

Sebbene ancora in fase sperimentale queste nuove centrali permetterebbero:

  • di riciclare il combustibile esausto delle centrali di generazioni precedenti, riducendo notevolmente la quantità di rifiuti radioattivi prodotti.
  • di essere più efficienti nell’uso del combustibile nucleare. Questo significa che possono ottenere più energia da una quantità data di combustibile, contribuendo a ridurre i costi operativi e a estendere la disponibilità delle risorse di combustibile nucleare.
  • Una maggior sicurezza: reattori di quarta generazione sono progettati con caratteristiche di sicurezza avanzate. Ad esempio, molti di essi sono progettati per raggiungere una temperatura più bassa in caso di emergenza, riducendo così il rischio di fusione del nucleo

Ma sarà sufficiente a convincere gli italiani a fare marcia indietro ?

Nel 2021 è stato pubblicato un sondaggio da Swg in cui è emerso come ⅔ degli italiani siano ancora contrari all’utilizzo del nucleare, soprattutto nella fascia più anziana della popolazione.

Ecco che però nell’ipotesi di un dimezzamento della bolletta elettrica i favorevoli sarebbero il 68% del totale del campione.

Questo dimostra come in un periodo di grave crisi energetica, dovuto principalmente al conflitto Russo-Ucraino, gli italiani siano diventati più pragmatici e aperti nel voler sperimentare nuove soluzioni.

Di recente il Ministro per le infrastrutture Matteo Salvini si è detto favorevole all’introduzione del nucleare in Italia, affermando: «Da milanese vorrei un reattore di ultima generazione a Milano».

Parole che trovano l’approvazione del Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin che conferma la fattibilità del nucleare di quarta generazione “nei primi anni del 2030”, aggiungendo che “non avrebbe problemi ad avere a Torino” un reattore, mentre il ministro del Made in Italy Adolfo Urso conferma che sull’argomento ci sono “un governo e una maggioranza coesa”.

Anche il governatore lombardo Attilio Fontana si trova d’accordo affermando come il nucleare: “Non comporta nessun rischio e nessuna preoccupazione per i cittadini”.

Contrari al progetto il sindaco di Milano Giuseppe Sala e diversi esponenti del Partito Democratico, di “assurdità” ad esempio parla il deputato Pd milanese Franco Mirabelli, mentre Calenda e Bonelli (co-portavoce di Europa Verde) si dichiarano aperti al confronto seppur con diverse perplessità.