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MILANO PRIDE 2023, MANIFESTAZIONE, DIRITTI LGBTQ+

“Il rispetto e l’equità sociale sono valori da insegnare a tutto tondo, non bisogna sposare cause politiche solo perché favoriscono l’intesa con le lobby LGBT. Di mezzo ci vanno i nostri bambini.”

L’istituzione dell’Ufficio per i diritti delle persone LGBTQIA+ presso il Comune di Roma, presieduto da Marilena Grassadonia, ha prodotto un doppio cambio di passo. Da una parte ha rallentato le politiche a sostegno della famiglia che rappresentano la vera priorità, dall’altra ha prodotto un’accelerazione di alcune iniziative, non condivisibili, tese a veicolare nei bambini nella fascia 0-6 anni messaggi di decostruzione del genere maschile e femminile attraverso gli educatori.

“La sinistra parla di progresso, ma è una provocazione che esclude nella sua contemplazione il concetto stesso di famiglia. Il comune di Roma vuole sovvertire le direttive nazionali sulle tematiche della GPA, a favore delle famiglie omogenitoriali. Il timore è che in questo modo i bambini vengano continuamente esposti alla propaganda gender.” È questa la posizione di Francesca Barbato, consigliera d’opposizione a Roma Capitale ed esponente di Fratelli d’Italia. 

A fronte di questa attività anomala, in Consiglio Comunale l’opposizione ha presentato una mozione finalizzata a garantire ai genitori un’informativa ogni qualvolta a un minore venisse somministrato un percorso sulle tematiche gender. Tale iniziativa, in coerenza con la prassi adottata per l’insegnamento della religione cattolica, avrebbe consentito, attraverso la manifestazione del consenso, una libera scelta.

“Purtroppo la nostra proposta – ci spiega Francesca Barbato – è stata bocciata dall’aula del Campidoglio, annientando i tentativi di venire incontro a queste iniziative mettendo al prima posto la tutela del minore.” 

Cosa diversa è accaduta quando il Consiglio metropolitano ha approvato la mozione sul riconoscimento dei diritti fondamentali della Comunità LGBTQ, che impegna il Consiglio e il Sindaco metropolitano ad attivarsi presso il Ministero dell’interno e presso gli enti di previdenza, come INPS e INAIL, affinché attuino rapidamente le modifiche tecniche di software e hardware, nonché della modulistica per la nuova definizione delle persone appartenenti ai nuovi generi degli individui che lo richiedono.

“La propaganda indetta dal comune di Roma, rischia in questo modo di minare il ruolo della famiglia nei bambini e tra i ragazzi, che già oggi vivono una grandissima crisi di identità e di valori.” Denuncia Barbato. Da atto di indirizzo la Roma di Gualtieri passa alle azioni concrete, così già nelle scuole dell’undicesimo municipio parte la possibilità della carriera ALIAS per gli studenti. 

“Roma – osserva Francesca Barbato – è una grande città e rappresenta una sorta di laboratorio politico. In tale contesto sarebbe utile favorire, al netto dei posizionamenti politici, la sperimentazione di altri modelli di partecipazione.” Ma la Giunta Capitolina sembra ormai essere assoggettata ai presidi politici e ideologici della sinistra, dai quali il sindaco Roberto Gualtieri sembra non svincolarsi. 

“Le famiglie e le mamme – continua a sostenere Barbato – sono molto attente a quello che accade nelle scuole. Di questo ne abbiamo avuto percezione in occasione della discussione di queste tematiche anche in Consiglio Comunale.”

La Mappa della Città Educante è popolata da soggetti, anche istituzionali, che danno il loro contributo alle progettualità. Tra questi, associazioni a tutela dell’omosessualità e delle persone della comunità arcobaleno. Non sono chiare le modalità con cui sono state selezionate queste associazioni ma la cosa strana è che tra le varie realtà che si occupano di una vasta gamma di tematiche, non ci sono associazioni con un’idea diversa di sostegno alla famiglia. 

“Inoculare l’idea della non discriminazione è una cosa importante ma ciò deve essere fatto verso tutte le forme discriminazione a partire dalla disabilità che produce segregazione e bullismo anche a scuola. La mia battaglia – conclude Francesca Barbato – è finalizzata alla ridefinizione delle priorità scelte per educare i ragazzi al rispetto di tutte le diversità e non solo di qualcuna, mantenendo ben saldo nei ragazzi il messaggio del ruolo della famiglia all’interno della loro vita”.