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EUGENIA ROCCELLA, MINISTRO PER LA FAMIGLIA, LA NATALITÀ E LE PARI OPPORTUNITÀ

Le nascite sono in calo, ormai è così da decenni ma più andiamo avanti più non solo i dati peggiorano, ma la politica sembra non riuscire a reagire, rimanendo terrorizzata dalle possibili conseguenze nel lungo periodo.

Perché la natalità è così importante ?

Difficile spiegarlo in un articolo. Ma in particolare, è fondamentale per il nostro sistema pensionistico a sfondo contributivo. Infatti, i contributi lavorativi non servono per pagare le nostre pensioni future ma quelle di chi va in pensione oggi. Inoltre l’invecchiamento della popolazione metterebbe ancora più in difficoltà il nostro sistema sanitario, già gravato dalla pandemia.

Ma andiamo più nello specifico.

Nel 2022 sono nati poco più di 393 mila bambini, con un calo dell’1,7% rispetto all’anno precedente. Il calo sembra proseguire anche nel 2023: secondo i dati provvisori, nel primo semestre di quest’anno si è registrata una riduzione dell’1,9%, pari a 3.500 nascite in meno. Rispetto al 2008 la natalità è crollata del -38%, in calo da 15 anni consecutivi.

Inoltre il numero medio di figli per donna scende a 1,24, e non vanno meglio i dati provvisori relativi al periodo gennaio-giugno 2023. Le nascite sono circa 3.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2022 e il numero medio di figli è a 1,22.

Cosa si può fare in merito ?

Recentemente la ministra per la Famiglia, per la Natalità e per le Pari Opportunità Eugenia Roccella, in un video trasmesso dal salone di giustizia, ha dichiarato come il governo:”Abbiamo reso praticamente gratuito l’asilo nido dal secondo figlio in poi”.

Una manovra che forse da sola non basterà ma che segna un passo importante nell’operato del governo Meloni, un passo volto a difendere l’integrità della famiglia, cercando di riportare le nascite a valori più alti.