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EUGENIA MARIA ROCCELLA - MINISTRO PER LA FAMIGLIA , NATALITAÕ E PARI OPPURTUNITAÕ

ll governo fa il primo passo per risolvere il problema della natalità.

Le nascite sono in calo. Ormai è così da decenni ma più andiamo avanti non solo i dati peggiorano, ma la politica sembra non riuscire a reagire, rimanendo terrorizzata dalle possibili conseguenze nel lungo periodo.

Perché la natalità è così importante?

Principalmente per il nostro sistema pensionistico a sfondo contributivo. I contributi lavorativi non servono infatti per pagare le pensioni future ma quelle di chi va in pensione oggi. Il rischio come si può facilmente immaginare è che già nel 2050 – secondo il rapporto ISTAT 2022 – il rapporto tra individui in età lavorativa (15-64 anni) e non (0-14 e 65 anni e più) passerà da circa tre a due del 2021 a circa uno a uno.

Questo significa che ci saranno molte meno persone a poter contribuire alle pensioni dei cosiddetti “millenials” che oggi spesso vivono una condizione lavorativa peggiore delle generazioni precedenti. Inoltre l’invecchiamento della popolazione metterebbe ancora più in difficoltà il nostro sistema sanitario, già gravato dalla pandemia.

Ma andiamo più nello specifico. Nel 2022 sono nati poco più di 393 mila bambini, con un calo dell’1,7% rispetto all’anno precedente. Il calo sembra proseguire anche nel 2023: secondo i dati provvisori, nel primo semestre di quest’anno si è registrata una riduzione dell’1,9%, pari a 3.500 nascite in meno. Rispetto al 2008 la natalità è crollata del -38%… lo immaginavamo dato che siamo in calo da 15 anni consecutivi.

Inoltre il numero medio di figli per donna scende a 1,24, e non vanno meglio i dati provvisori relativi al periodo gennaio-giugno 2023. Le nascite sono circa 3.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2022 e il numero medio di figli è a 1,22.

Cosa si può fare in merito?

Recentemente la Ministra alla Famiglia, alla Natalità e alle Pari Opportunità Eugenia Roccella, in un video trasmesso dal salone di giustizia, ha dichiarato come il governo abbia “reso praticamente gratuito l’asilo nido dal secondo figlio in poi”. Una manovra che forse da sola non basterà ma che segna un passo importante nell’operato del governo Meloni, un passo volto a difendere l’integrità della famiglia, cercando di riportare le nascite a valori più alti.